Forma mentis ovvero il giustificazionismo moderno

Discutere con persone che hanno mentalita’ diverse dalla tua, apre a un mondo di nuove interpretazioni. Ma quello che oggigiorno si nota sempre piu’ spesso e’ una feroce forma di giustificazionalismo: sei razzista? Sono loro che sono infetti (anche se poi neghi l’esistenza della malattia). Sei pigro? E’ il tuo lavoro, o ogni lavoro, che non e’ eccitante. Non hai mai fatto esperienze di vita? E’ che sei una persona che ama le cose semplici (ma attenzione, perche’ se poi dici che tale persona e’ facilmente inquadrabile in qualcosa, la stessa ti dira’ che non puoi categorizzarla, perche’ troppo complicata per capirla). Questo si estende poi alla societa’ intera: in politica non si parla piu’ di temi, si fa solo tifoseria. Perche’ se la persona che tifi dice una boiata, ci sara’ sempre qualcosa da ribattere. E via dicendo, fino a giustificare l’essere fascista, che io credevo che in Italia fosse diventato illegale, invece gruppi neofascisti hanno il diritto di parola per qualche assurdo motivo che non voglio nemmeno capire. Non si discute piu’, si giustifica quello che vogliamo, anche, o meglio, preferibilmente incazzandoci con chi la pensa diversamente.

Lo facciamo tutti, probabilmente. Se dici la piu’ immane delle cazzate, quale che sia, anche se te ne rendi conto, e’ piu’ facile dire “io la penso cosi’” e rifarsi ad un principio stuprato, la liberta’ di pensiero, che non dire “ma sai, hai ragione, ho detto una cazzata“, perche’ in un mondo dove sono libero di avere la mia opinione, la mia opinione puo’ essere una stronzata, e vale come una opinione seria. Quindi la casalinga che ha studiato cucina su Masterchef e dice che fa due lavori, la casalinga e la influencer su instagram, puo’ dire che i vaccini causano l’autismo e che nei vaccini ci sono i microchip quantici e siccome non ha altro da fare durante il giorno che postare la foto del gatto su instagram (perche’ e’, come detto, influencer su Instagram nel senso che mette foto, non che mette sue foto), ha anche tempo di postare la sua opinione su mille gruppi. Il problema e’ che la sua opinione diventa quindi piu’ importante di quella di uno scienziato che studia ma che tutt’al piu’ pubblica un articolo scientifico. E la giustificazione e’ sempre la stessa: tutti hanno il diritto di esprimere la loro opinione, nonostante sia stupida.

Parlavo con un tipo. Non ha mai voluto fare nulla, a parte videogiocare (ha passato da un po’ i 35 anni). Nulla. Sente che c’e’ qualcosa che non va nella sua vita. Gli ho spiegato che dovrebbe vivere, creare cose, avere esperienze e via dicendo. Capisce cosa voglio dire. Ma non ha voglia di farlo. Gli faccio notare che “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose” (Albert Einstein) e che quindi e’ definitivamente colpa sua se la sua vita e’ cosi’. E lui raggiunge la forma massima del giustificazionalismo: non e’ colpa sua, e’ colpa della Natura che gli ha dato quella forma mentis.

Io non capisco. Io ho sempre ritenuto di dover affrontare i miei errori, e di doverli riconoscere. Forse sono vecchio stile, ma se faccio uno sbaglio, e come tutti ne faccio tutti i giorni, non giustifico me stesso. Cerco di migliorarmi. Quando ho sottolineato la stupidita’ di quella frase, mi e’ stato chiesto se non reputo di avere avuto ragione quando succedeva qualcosa con le ragazze che mi piacevano. Non e’ la stessa cosa, quando incontri una ragazza la parte piu’ difficile e’ accumunare interessi e principi, quindi e’ sempre una lotta di prevaricazione e di posizione, ben diversa da lamentarsi, che ne so, del proprio lavoro ma non aver mai fatto nulla per migliorarlo. Cio’ nonostante, mi riconosco degli errori, molti, di varia natura. Lo faccio al lavoro. Lo faccio dovunque. Anzi, anche al lavoro sono abbastanza aperto a segnalare subito quando faccio delle minchiate, a chiedere scusa, a… Poi certo, ci saranno anche delle volte in cui difendo strenuamente le mie idee, e quindi diventa una battaglia di opinioni, ma cerco sempre di dare dati relativi alle mie idee, non credo di avere mai detto in vita mia “babbeh, io la vedo cosi’” e fine.

Un tempo si diceva che solo gli stupidi credono di avere sempre ragione. Stiamo diventando tutti stupidi?
Stay tuned!

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Quando tutto non e’ come sembra

Qualche giorno fa ho visto un post molto interessante. Era un sonetto di Trilussa che vi voglio riportare qui di seguito:

Un Cane Lupo, ch’era stato messo
de guardia a li cancelli d’una villa,
tutta la notte stava a fa’ bubbù.

Perfino se la strada era tranquilla
e nun passava un’anima: lo stesso!
nu’ la finiva più!

Una cagnola d’un villino accosto
je chiese: – Ma perché sveji la gente
e dài l’allarme quanno nun c’è gnente?

Dice: – Lo faccio pe’ nun perde er posto.
Der resto, cara mia,
spesso er nemmico è l’ombra che se crea
pe’ conservà un’idea:
nun ce mica bisogno che ce sia.

Io non sono di destra. Trovo difficolta’ anche a definirmi di sinistra, con l’attuale sinistra. Pero’ questo sonetto era riferito alla Meloni, ma piu’ in generale vuole rimarcare un aspetto che ai nostri giorni sempre di piu’ affligge la nostra politica: il focalizzare l’attenzione della gente su fatti secondari ma che colpiscono l’attenzione e sviare dai veri problemi. “Spesso il nemico e’ l’ombra che si crea per conservare una idea, non c’e’ bisogno che ci sia“.

Meloni e Salvini questo fanno: han preso un problema che affligge la popolazione italiana, il razzismo, e ne han creato un movimento. E laddove le notizie dan loro contro (i numeri dei clandestini in Italia non son peggio degli altri paesi d’Europa – in questa pagina c’e’ un grafico che aiuta a mettere in relazione gli stati in base alla percentuale sulla popolazione) semplicemente non le riportano, e danno informazioni di pancia che mai verranno controllate da chi non vuole sapere la verita’. Se sei razzista che interesse hai nel cercare di capire se il numero di immigranti clandestini e’ veramente cosi’ alto in Italia? Ce ne fosse uno solo di immigrato clandestino, sarebbero gia’ troppi.

E quindi cosa succede se mostri loro la verita’? Beh, non c’e’ miglior sordo di chi non vuol sentire, e infatti le discussioni finiscono sempre con frasi del tipo “siete fantastici… siete come bambini“, “ma se c’è tutto questo pericolo di contagio perché il tuo mitico governo accoglie clandestini a destra e a manca??” oppure “In effetti hai ragione a non vedere l’accoglienza: fuggono in massa dai centri…“. Cioe’, da certi soggetti non hai mai una risposta in merito ai fatti, ma punzecchiature, insulti, battutine… ovviamente mancanza di contenuti, la cui scusa diventa “essere stufi di parlare con certa gente” (ma se rispondi lo stesso, perche’ non mostrare qualche dato, o portare qualche argomento?).

Questa tecnica non se la sono inventata Meloni e Salvini, ovviamente. Piu’ continuiamo ad avere bisogno di sostenitori, piu’ parliamo alla pancia delle persone. I complottisti fanno lo stesso: abbaiano contro a tutto quello che richiede piu’ della laurea all’Universita’ della Strada per essere capito, perche’ molti non capiscono una mazza, e cosi’ si crea il giusto interesse e si aggregano persone. Abbiamo la peggiore pandemia degli ultimi 100 anni (almeno in termini di contaggio, perche’ la mortalita’ per fortuna non e’ stata altissima, in percentuale – fosse stata altamente contaggiosa e altamente mortale, saremmo stati fregati), e siccome ci sono tanti aspetti un po’ complicati da capire, eccolo la’ una decina di teorie del complotto, alcune assolutamente miserabili (tipo organizzazioni segretissime che pero’ ti lasciano messaggi evidenti tipo acronimi di COVID sparsi nella storia dell’uomo… cosi’, giusto per permettere a Pino il meccanico di smascherarli).

Anche li’: li sottovalutiamo? Han vinto loro? Perche’ Salvini e Meloni hanno piu’ del 40% di consensi in Italia. E mentre ad oggi BarbascuraX ha fatto un milione di visualizzazioni totali sommando i due video su virus e pipistrelli, il Greg ne fece 4 milioni sul video di correlazione del COVID col 5g (per fortuna non piu’ disponibile, perche’ gli chiusero il canale).

Il problema e’ che alla fine non importa chi ha ragione, e’ tutto basato sull’opinione del pubblico, che come spesso accade, non e’ basata sulla realta’ dei fatti, ma sulle dicerie della gente. E da sempre noi sentiamo dire che le antenne fan male, vuoi dirmi che e’ un caso che installino il CINQUEGGI’ proprio quando scoppia il COVID??? Stiamo pagando l’utilita’ di internet con la capacita’ di permettere a certe idee di avere consenso, e di misurarlo cosi’ da cavalcarlo.

Stiamo creando una societa’ molto brutta.
Stay tuned!

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Colombo, Maya e Aztechi e Black Lives Matter

Meraviglioso!!! E’ capitato con pochi, solo due che conosco, ma sono sicuro ce ne siano molti altri nascosti tra i lurkers: dopo che i manifestanti del movimento Black Lives Matter hanno distrutto la statua di Cristoforo Colombo a Richmond, in Virginia, perchè “Colombo rappresenta il genocidio”, i soliti della prima linea si sono dati al negazionismo del colonialismo pur di dar contro al movimento.

Il problema non è che i soliti han difeso Colombo, quello sarebbe anche stato discutibile, lui sarà anche il rappresentante del colonialismo ma di suo non fece mai nulla di male, ma sostengono che il colonialismo portò la civiltà alle popolazioni Maya e Azteca (e forse anche Inca). Su cosa si basa questa affermazione? Sul fatto che Maya e Aztechi facessero sacrifici di sangue (tipo, non verificato, uccidere i primogeniti). Le persone che difendono questa teoria (come detto, per ora solo due), cercano di svendere che il Cristianesimo abbia portato la civiltà, e che gli europei abbiano portato medicina, tecnologia, strade e scuole.

Ma tutto questo è vero? Beh, non direi. Prima di tutto l’arrivo delle popolazioni europee portò tutta una serie di malattie nuove che non erano mai state combattute nelle civiltà autoctone, portando alla decimazione di tali popolazioni. Si parla di una percentuale compresa tra l’80 e il 95% di tutti gli abitanti autoctoni, il 10% della popolazione totale mondiale di quell’epoca, incluso il numero di morti per le varie guerre di colonizzazione, sempre ad opera delle popolazioni europee. Dire che noi europei abbiamo debellato i sacrifici umani delle popolazioni precolombiane sterminandone il 90% dovrebbe fare sorgere più di un dubbio ai soliti che invece cercano solo un pretesto per dire che noi siamo meglio e gli altri son peggio.

Lo sterminio (per malattia o guerra che sia) porta il valore della colonizzazione a zero anche in termini di infrastrutture. Prima di tutto, chi sostiene che gli europei abbiano portato scuole e strade e ospedali dovrebbe domandarsi cosa c’era prima. Non parliamo dei romani che cercavano di collegare il loro impero, parliamo di colonizzatori che arrivavano in un territorio perfettamente sviluppato per spostamenti e architettura, quindi con strade e tutto un pò. Ovviamente il livello scientifico europeo era più elevato, ma teniamo presente che no, la nostra tecnologia non era solo frutto dei nostri pensatori: la polvere da sparo, che rendeva gli europei immensamente più forti dei precolombiani, arrivò dall’oriente. La nostra civiltà era una civiltà basata sulla guerra, la conquista, la distruzione, e infatti questo abbiamo portato nel nuovo mondo. Con alcune altre considerazioni, che vengono meglio se discusse dopo.

Quindi no, non andammo in America per fare evolvere le popolazioni di quel mondo. Andammo là per sfruttare i loro territori e per imporre la nostra religione. E questo dovrebbe già far capire che il negazionismo colonialista è solo un altro tentativo per i soliti per odiare tutti i movimenti che riconoscano i minimi diritti umani alle popolazioni considerate meno pure dai soliti stessi.

Ma poi bisogna anche fare un certo discorso su cosa ci sia di male nel sacrificio umano. Perchè ovviamente, in era moderna, se una setta amazzasse uomini in sacrificio a un Dio, verrebbe vista legalmente come fuorilegge, e moralmente come demoniaca. A ragione. Ma se guardiamo al nostro passato, noi discendiamo da civiltà e religioni che praticavano la stessa cosa: la democrazia e la repubblica erano concetti di civiltà da cui discendiamo e che praticavano attivamente il sacrificio umano: i romani avevano i gladiatori, gente che veniva fatta trucidare per divertimento, e praticavano i sacrifici umani per religione. E la democrazia discende dai Greci, e gli Spartani la difesero meravigliosamente dai persiani che rischiavano di travolgerli. Ma si sospetta che i greci facessero sacrifici umani agli dei, e comunque gli spartani sacrificavano i figli malformati o gracili sul monte Taigeto. E se questo è troppo antico e vogliamo parlare del Cristianesimo, che venne portato (imposto?) alle popolazioni precolombiane, beh, quanto è sporco di sangue il Cristianesimo? Il Cristianesimo è lordo del sangue versato nelle guerre (si pensi alle crociate o alle varie guerre fatte quando il Vaticano aveva potere temporale), dei sacrifici e delle depurazioni durante la caccia alle streghe (60.000 persone uccise in 300 anni) ma anche dei martìri, che alla fine sono i sacrifici umani personali a cui i martiri si autoimmolavano per non negare la loro fede e per continuare a professarla pubblicamente. Ora, se vogliamo non considerare gli ultimi perchè non c’è danno a altri, i primi due sono a tutti gli effetti sacrifici imposti per combattere paganesimo, satanismo o qualsiasi altra giustificazione religiosa ci si voglia dare.

Le religioni dovrebbero unire i popoli, ma come sempre li mettono in guerra tra di loro. Rimane il punto: come si può considerare il colonialismo europeo delle americhe come un’opera di civilizzazione e di progresso?
Beh, semplice, basta essere come i soliti. Un pò come gli Stati Uniti, che esportano la democrazia.

Stay tuned!

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Piccioni spia, scimmie killer…

Beh, le due recenti storie che ho letto nell’Internet hanno dell’incredibile, e riguardano due animali e l’India.

La prima è la famosissima storia del piccione spia: un piccione è stato arrestato per spionaggio nella zona di confine tra India e Pakistan. Sembra incredibile, ma la ragione è la seguente: il piccione aveva attirato l’attenzione perchè era stato colorato di rosa. Una donna ha chiamato la polizia, che è venuta è lo ha catturato. Siccome la zona del Kashmir (dove è accaduto il fatto) è reclamata dalle due nazioni, vi sono a volte casi di spionaggio, e un arresto simile era già accaduto nel 2015 e prima ancora nel 2010. L’animale è stato considerato sospetto perchè aveva legato un anellino con dei numeri. Storia analoga (forse la stessa, ma con dettagli diversi) quella del piccione anche esso arrestato, nel 2016, perchè aveva dei numeri sulle zampe, ma si trattava del numero di telefono del proprietario, che ci teneva davvero molto a riaverlo indietro, tanto che si è poi presentato per reclamare l’animale. L’animale è stato quindi scarcerato dopo 3 anni, non prima di aver dato via a una serie di trend su twitter come #jesuispigeon.

Fonti: il Messaggero, Rainews

La seconda è la storia di una scimmia che apparteneva a un occultista, che le faceva bere solo liquore e le faceva mangiare, probabilmente, solo carne di scimmia. Alla morte dell’occultista, la scimmia era andata in crisi di astinenza, diventando violenta anche con le altre scimmie, ma soprattutto aveva attaccato e ferito a morte una donna e aveva ferito altre 250 persone. Una furia cieca. La scimmia, il suo nome e Kalua per via del liquore Kalhua, è stata catturata e dovrà vivere il resto della sua vita in isolamento, perchè è aggressiva con gli altri animali. Dove è successo tutto questo? In India ovviamente, a Mirzapur, nella contea di Uttar Pradesh.

Fonti: Leggo, Greenme

La terza storia invece, la voglio dare più come una precisazione. In Italia è girata molto la notizia dell’elefantessa incinta che, sempre in India, avrebbe mangiato l’ananas coi petardi e sarebbe morta. La notizia ha generato molta indignazione, ma la storia ha una responsabilità umana un pò diversa. Infatti in India la gente vive più a contatto con gli animali, di tutti i tipi. Tra questi ci sono i cinghiali, che scorazzano e a volte entrano nei campi e li distruggono. L’India è tutto sommato uno stato povero e molto popolato, e l’agricoltura è importante, così non è insolito creare trappole per gli animali selvaggi e nocivi. Quello che ha mangiato questa elefantessa è stata una di queste trappole, quindi non è stata uccisa apposta o, pure peggio, per gioco. Rimane comunque un atto punibile, per la legislazione indiana.

Fonti: Fanpage, Guido Minciotti

Stay tuned!

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Pillole di Conoscenza: la Gioconda

Penso che tutti conoscano la Gioconda, ma sapete come è nata? Sapete se davvero spetterebbe all’Italia custodire l’opera? E che venne rubata dal Louvre? E come? E perchè è così famosa?

La Gioconda è l’opera immortale di Leonardo Da Vinci. Due parole sulla sua storia: Leonardo fece la sua prima versione in quattro anni ispirandosi alla moglie di un commerciante di spezie, Francesco del Giocondo, da cui Gioconda, o Monna Lisa Gherardini (Monna è il diminutivo di Madonna, mia signora). Per questo motivo l’opera si trova descritta a volte con caratteristiche che non si riscontrano nel quadro finale (sopracciglia folte, fossette nelle guance…), perchè l’opera venne portata a Roma incompiuta. Qui Giuliano dei Medici, protettore di Leonardo, gli chiede di fare un’opera dedicata a Pacifica Brandani, la sua amante da cui aveva avuto un figlio ma che era morta. L’opera doveva essere un regalo per il figlio, “una donna che esprimesse la maternità“, e Leonardo ritoccò la Gioconda per renderla più materna, ma nel mentre Giuliano si sposò con una donna francese e non volle più il quadro, e Leonardo si spostò in Francia. Gli studi han dimostrato tre versioni dell’opera una sopra l’altra (perchè le tele costano, e quindi si riusano i quadri vecchi).

Il re di Francia comprò l’opera, o Leonardo gliela lasciò, o la acquisì dopo la morte. Comunque sia andata, no, la Gioconda NON APPARTIENE ALL’ITALIA!!! Dopo secolì venne mandata al Louvre, poi Napoleone la volle per sè, poi ci furono vicende diverse, ma il dipinto rimase una delle tante opere che esistono al mondo fino al 1911.

Infatti in un piovoso giorno di chiusura del Louvre, il 21 agosto 1911, Louis Bèroud, che aveva avuto il permesso di ritrarre l’opera a porte chiuse, andò al Louvre ma… non trovò l’opera al suo posto. Scoppiò l’allarme e le guardie, che recentemente avevano subito un addestramento speciale proprio per questi casi (ehm… l’addestramento speciale era un corso di Judo) cercarono l’opera dappertutto perchè non era infrequente che i quadri venissero spostati per essere fotografati. Ma, non trovandolo, scoppiò il caso: prima volta al mondo che un quadro veniva rubato da un museo. Si pensò alla qualunque: I TETTESKEN potevano aver fatto un furto di stato. Venne arrestato prima Guillaume Apollinaire, che aveva dichiarato di voler distruggere tutte le opere d’arte antiche per lasciare spazio all’Art Nouveau, ma l’accusa principale era stata una soffiata di Honoré Géri Pieret, una sua amante che voleva vendicarsi. Poi fu il turno di Picasso. Rilasciati i due si pensò che ormai l’opera fosse perduta.

Ma chi fu il genio che la rubò? Beh, fu Vincenzo Peruggia, un dipendente del Louvre che aveva costruito la teca dell’opera. Si nascose il 20 agosto nel museo, aspettò la notte, smantellò la teca (sapeva come farlo) e ne estrasse il dipinto. Poi aspettò il giorno, la mise nel suo cappotto, e uscì, chiedendo pure a un idraulico di aprirgli una porta senza maniglia che stavano aggiustando. Seguendo il rasoio di Occam, ha scelto il modo più semplice: se le guardia sanno il Judo, perchè dovrei batterle? Esco e basta! Si perse pure usando i mezzi pubblici, mise il quadro in una valigia sotto il letto di una pensione, se l’appese in cucina quando fu a casa e se la tenne per 28 mesi. Poi, siccome anche lui erroneamente riteneva l’opera appartenente all’Italia (erroneamente primo perchè l’opera era stata donata da Leonardo alla Francia, secondo perchè l’Italia era tutto tranne che uno stato nel 1500), cercò un modo per donarla indietro.

Contattò un antiquario a Firenze, usando lo pseudonimo Leonardo, e gli disse che gli avrebbe dato l’opera per 500.000 lire per le spese (si parla di un valore di circa un milione e mezzo di euro). L’antiquario si presentò col direttore degli Uffizi, ovviamente non erano molto ottimisti: giravano molti falsi del quadro, e c’era pieno di mitomani che asserivano di averlo.
Si trovarono all’Hotel Tripoli a Firenze, ora chiamato Hotel Gioconda (ah, la pubblicità). Ma si ritrovarono con quello che identificarono subito come l’originale, così chiesero a Peruggia di consegnargliela per verificarne l’autenticità, e questo non si pose alcun dubbio e se ne andò a fare un giretto mentre i due la studiavano. Ovviamente venne arrestato, ma durante il processo un pò per le frasi patriottistiche, un pò per alcune uscite tipo le giornate “romantiche” passate con la Gioconda a casa, il Peruggia passò da un anno e 15 giorni di reclusione a 7 mesi e 15 giorni. L’opera venne concessa in mostra a molti musei italiani, prima di venire riconsegnata ai francesi e alle loro guardie esperte di Judo.

Questa vicenda colpì l’immaginario collettivo e fu proprio per questo che l’opera divenne tanto famosa, al punto da essere visitata da migliaia di visitatori al giorno e da richiedere un cordone di distanziamento per tutta la gente che arriva a vederla.

Con questo ho risposto a tutte le domande iniziali. Stay tuned!

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Terraria (Parte 6)

Non ricordo bene dove ero rimasto con Terraria. In pratica ho riniziato in un mondo più piccolo, lì ho distrutto lo Slime King, l’occhio di Chtulhu, ho fatto un pò di Achievements strani (ho trovato il posto coi ragni, ho sbloccato “Finchè morte non vi separi” e cose così). Poi ho fatto il mostro del Dungeon. A dire il vero nel dungeon crepo male, so che ci sono interessanti parti, ma ci sono uno o due stanze difficili da attraversare, che richiedono una grande dimestichezza coi tasti, e io sono un pò imbranato. Ah, e ho fatto anche l’orda di Goblin, ma non ho ancora trovato il goblin NPC.

Ed è qui che ho iniziato ieri.

Ovviamente ho avuto problemi di connessione quindi il file è diviso in due. Ma in breve, ho distrutto il divoratore di mondi, ho raggiunto il limite del pianeta a Ovest, un paio di isole nel cielo e mi si è anche materializzato un meteorite. Ho anche provato ad andare un pò a fondo nel dungeon, ma come detto prima, ci crepo male.

Alla fine sono stato seguito da un paio di persone che mi han parlato, principalmente su Mixer (su cui ho solo 5 followers). Mentre la novità è che Periscope è diventata la mia piattaforma di riferimento perchè ha eguagliato Twitch in numero di followers.

Ultimo annuncio: il Vemp ha aperto il suo canale. Se lo conoscete e volete seguirlo. Per il resto, stay tuned!

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Let’s watch together: 2-headed shark attack!!!

Premetto che ho fatto una cosa contro la community di Youtube in buona fede: questo film ha probabilmente violato un copyright (della Asylum, tra l’altro!!!) e Youtube ha bloccato la live e mi ha dato un warning. Il che è strano perchè alla fine della fiera lo stavo vedendo da un canale youtube in cui è disponibile (e non ufficiale).

Quindi il video per intero della mia live la potete invece trovare su Twitch, per ora, e su periscope, clikkando qui.

In pratica, questo è un film con molteplici seguiti della Asylum. Ancora squali, ancora situazioni imbarazzantemente improbabili: uno squalo a due teste attacca un gruppo di ragazzi che passano dalle sue acque. Il gruppo, una specie di nave scuola con un paio di professori, subito un danno alla nave si rifugia su un atollo che però si scopre stia affondando MALE.

Qualcuno muore male, qualcuno (pochi, ovviamente) sopravvive, trama abbastanza standard. CGI pessima. Recitazione non ne parliamo nemmeno. Però film stragonfio di gnagna. A un certo punto un tale Roberto è apparso in live suggerendo altri film e commentando questo.

Un fedele mi ha tolto il follow da Twitch, quindi tra poco la mia piattaforma di riferimento diventerà Periscope: lì ho 25 followers contro i 26 di Twitch.

Stay tuned!

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Terraria (Parte 5)

Non gioco solo online, gioco anche un pò per i cazzi miei. Ieri però ero online e mi ha raggiunto il Vemp che mi ha spiegato un pò di cose. Di fatto ho fatto il giro dei vari biomi, e poi mi sono addentrato nella parte corrotta e ho spaccato due delle 3 orb.

E quindi niente, dopo una chiaccherata con lui ho capito che stavo perdendo il mio tempo in un mondo che avevo generato enorme per giocarci da solo, così stamattina ne ho generato uno piccolo e in due ore di gioco ho scoperto moltissime cose: posti con la lava, posti col marmo, ragni, scheletri con giavellotti, salamandre e pure l’inferno. Ho sbloccato un paio di achievemtìents e ora devo dire che tutto va molto più velocemente.

Quindi restate sintonizzati!!!

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Guardiamo assieme: Milzaman!!!

Io cercavo il trash, ma forse ho beccato il capolavoro!!! Ho trovato una web serie (perchè il Giovedì è serata Web Serie) che si chiama Milzaman, in 3 puntate, di un venditore di panini con la milza a Palermo perseguitato da mafiosi che vogliono il pizzo e che, in una pariodia di Superman, entra in contatto con liquami tossici e diventa uno Spiderman della milza (eggià).

E’ trash come trama, ma alla fine è girato bene, è pieno di musiche neomelodiche di folklore, ha degli attori e una storia imbarazzanti, effetti speciali che MIODDIO e combattimenti racappriccianti ma al tempo stesso bellissimi. Dopo un inizio con giocosone, ho visto il resto della serie con Rob che mi seguiva su periscope.

Insomma, per essere una web serie in tre puntate di un’ora di video, a me è piaciuta!!! I miei followers su Periscope stanno per diventare più numerosi che quelli su Twitch quindiil mio interesse sta spostandosi su quella piattaforma. Guardatevi il video e divertitevi!

Il prossimo video in programma è un film sabato sera, ma potrebbe esserci una live sabato mattina, speciale. Per ora è tutto.

Stay tuned!

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La chica latina presenta il suo nuovo blog

Doveva succedere, ed è successo!!! La chica Latina èvenuta sui miei canali di stream a parlarci del suo nuovo blog, Miss Exploradora, in cui tratta di temi relativi al life coaching.

Il primo post, su cui verte gran parte dell’intervista, è intitolato “L’Arte del lasciare andare“. Ovviamente abbiamo iniziato con una breve discussione sul perchè, sulle difficoltà di creare un blog e sulle intenzioni, per poi spulciare a fondo tutti i dettagli del primo post: a chi è rivolto, cosa vuol dire, come deve reagire chi lo legge, alcuni casi di vita vissuta e tanto altro. Una parte abbastanza centrale l’ha avuta il tema della comfort zone e di come affrontarla.

La chiaccherata, a parte un iniziale problema tecnico, è durata circa un’ora ed è risultata, a mio avviso, molto ma molto interessante. Spero che la chica continui a farsi intervistare sul mio canale, perchè lo trovo un sacco divertente.

Rimanete sul pezzo, ovvero… stay tuned!

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