Ebbene sì, finalmente vi lascio qualche info sul mio viaggio in Germania. Intanto la premessa: a Malta avevo conosciuto un essere abbietto, che qui chiamerò Giusy Nipples, e un tedesco carismatico, che qui chiamerò Robert. Al che c’era sempre stata la voglia di reincontrarci tra di noi, e quindi, saltata la possibilità per l’Oktoberfest e bruciata ogni possibilità anche per l’ultimo dell’anno, finalmente questa volta, in concomitanza con le mie vacanze forzate, sono riuscito a concordare 4 giorni di viaggio: partenza il 27 marzo, rientro il 30.
Io e Giusy saremmo andati a stare da Robert, a Erding, un paesino a 40 Km dal centro di Monaco. Ora capiamoci, dovete tenere presente che la vacanza è durata 4 giorni di cui due di viaggio, ma è stata sicuramente migliore di altre vacanze durate più a lungo ma basate sul nulla.
Abbiamo ovviamente provato a coinvolgere altri soggetti conosciuti a Malta, ma inutilmente. Comunque questo non ci ha scoraggiato, anzi, diciamo che eravamo abbastanza consci di dover essere in due, ma abbiamo provato comunque perchè, come si suol dire, “ogni lasciata è persa“.
Insomma, il 27 sveglia alle 6 del mattino per prendere il treno delle 7 da Sarzana per Milano. Il viaggio di andata è stato tranquillo, se lasciamo perdere che avevo due gran pezzi di femmine, di eta decisamente molto bassa, ma una delle due ha anche detto qualcosa che, se riferito a me, mi avrebbe anche costretto a saltarle addosso all’urlo di “ma allora ogni tanto la vita è come le trame dei porno!!!“. Purtroppo non avrò mai la possibilità di controllare quanto sia vero quello che ho percepito.
Alle 10.40 il treno perfettamente in orario è arrivato a Milano centrale. Scendo e mi dirigo alla metropolitana, prendo due biglietti (notare: urbani) e mi dirigo verso Gessate. Qui trovo Giusy Nipples che mi stava attendendo con un amico, al bar interno alla stazione della metropolitana. Usciamo e ci dirigiamo verso casa di Giusy, il quale preferiva mangiare qualcosa (notare che saranno state le 11.45 quando sono arrivato) prima di partire.
In casa di questo soggetto, nella sua camera, era stato messo un tavolo da biliardo quindi, essendo lui e la sua famiglia molto ospitali, tra una partita con i suoi amici e il pranzo si son fatte le 13.10. Ho avuto modo di rincontrare anche sua sorella, anche lei conosciuta a Malta. Insomma, poco dopo l’una partiamo in direzione Erding.
Vorrei subito dire che in due giorni non ho fatto molte foto, ma ho fatto tanti brevi filmati, che sto assemblando con enorme fatica, perchè le parti in italiano vanno sottotitolate. Il viaggio in macchina è stato decisamente lungo: 6 ore di macchina con 5 o 6 interruzioni di pochi minuti. Le cose accadute in questo viaggio sono state: prima ci siamo persi nel tentativo di fare un taglio a Affi per saltare 20 Km buoni di autostrada, o almeno così mi ha detto Giusy che conosceva la zona. Al secondo autogrill, molto vicino al confine, la gente ha iniziato a trattarci a merda. Giusy voleva uno Stickers e la commessa l’ha trattato come una merda solo perchè lui non riusciva a vederlo sugli scaffali. In Austria ci siamo dovuti fermare a comprare la Vignette, un bollino necessario per circolare in autostrada, ma l’abbiamo presa subito dopo il confine e così ci capivano benissimo anche in italiano.
Lo show è iniziato in Germania: Giusy doveva andare in bagno, e per fortuna abbiamo trovato una stazione di solo cesso. Ma la cosa buffa è che abbiamo fatto quasi tutto il viaggio convinti (io non molto a dire il vero) che “Ausfahrt” fosse una immensa città tedesca, perchè per più di 80 Km vedevamo cartelli autostradali che indicavano a destra con quella scritta. Poi abbiamo iniziato a sospettare fossero le stazioni di servizio, anche perchè Giusy aveva di nuovo bisogno di andare in bagno. Abbiamo scoperto solo alla fine che invece si trattava solo del cartello di uscita dall’autostrada, come ci ha confermato in seguito Robert.
Siamo arrivati al piazzale vicino casa del nostro amico alle 19.00, tra farci trovare e tutto un pò si son fatte le 19.30. Insomma, se contate che io son partito da Sarzana alle 7 si può dire che per me il viaggio sia durato 12 ore e mezzo.
La prima sera è stata abbastanza divertente. Intanto abbiamo conosciuto subito Meggy, Margit o Margaret che dir si voglia (anzi, alla fine, a causa di un misunderstanding, io la chiamavo pure Maybe), la ragazza di Robert, una simpaticissima tedescoide che aveva il solo problema di non voler parlare molto in lingue non tedescoidi. Tuttavia sapeva qualche parola (poche) in Italiano e sapeva abbastanza bene l’inglese, anche se ne dava prova prevalentemente quando era brilla. In casa con i due c’era un loro amico, Marcello o Marcel, un tipo simpatico ma che non ha speso molto tempo con noi, anche se il suo inglese era decisamente buono. La prima sera abbiamo mangiato in un ristorantino tipico. Ho scoperto che la cucina bavarese non è altro che una cucina basata su carne, molto simile a quella italiana, molto buona, la cui variante è costituita dai Knodel (canaderli) al pane o i Kartoffelnknodel, stessa cosa ma con le patate. Quelli al pane sono come palle di pane abbastanza insapore che io usavo col sugo della carne a cui erano associati (carne di porco o di mucca, tipicamente arrostita). Insomma, cena bavarese, due birre a testa o lo shot di superalcolico alla goccia.
Dopo siamo finiti all’Irish Pub, e qui lo show è iniziato. Prima di tutto eravamo un pò brilli, e credo che una cameriera, che chiameremo Y anche perchè sembrava un pò un omo (gene Y), mi ha sentito a dire che l’altra cameriera, Anna, che io chiamiamo scherzosamente Anal, aveva bisogno della chirurgia plastica alle tette (perchè era un pò piattina). Poi Meggy, avendo bevuto un pò, si è iniziata a lanciare in discussioni “filosofiche” in inglese (compresa una lunga dissertazione sulle dimensioni delle tette). Giusy Nipples ha attaccato bottone con una tizia che stava là per i fatti suoi a bere. Poi mi sono introdotto nella discussione: rimarrà in dubbio se la tizia capiva l’Italiano o no, perchè in realtà rispondeva a tutto, ma forse eravamo così brilli da non capire che rispondeva sempre e solo “no“. Giusy Nipples ha anche attaccato bottone con un/una arabica, ma io non l’ho visto e lui non lo ricordava (lo ricordava solo Robert). Infine, prima di chiudere la serata, abbiamo conosciuto un pò Anal, questa cameriera 19enne che ha già girato mezza Europa, che sapeva Tedesco madrelingua, Inglese perfettamente, Italiano lo capiva perfettamente e lo parlava con un pò di difficoltà, ma bene, inoltre sapeva anche il latino. Studiava biologia per poi fare medicina all’università.
Saliti al piano di sopra baci e abbracci a Meggy, saluti a Robert e Marcel e poi a dormire, su un divano letto enorme, io e Giusy. Ma il sonno, nonostante l’alcool, è durato poco: dalle 4 alle 8.30, poi un pò per l’insonnia, un pò per l’alcool, un pò per la luce dalle finestre non copribili, mi sono svegliato. Doccia e preparativi vari, colazione (leggera per me, pesantina per gli altri) e poi via, verso Monaco.
A Monaco abbiamo visto la parte centrale, a partire da Marienplatz, fermata e piazza centrale di Monaco. Inutile spiegarvi il giretto fatto, ma abbiamo visto l’Isar, il fiume che passa per Monaco, e la Deutsches Museum, anche se da fuori. E altri posti tipici. Questo intervallato con un pranzo in uno dei ristoranti (bavaresi) tipici della città, che ovviamente ci è stato suggerito da Robert. Sempre roba di carne, sempre un paio di birre di accompagnamento. A termine del giro, la sera verso le 18, siamo tornati in Marienplatz perchè Giusy voleva una birra, e siamo andati nel secondo ristorante tipicamente bavarese. Qualche foto, un paio di birre, Meggy che è rientrata nel ruolo di persona che parla l’inglese, e via, verso casa. La cena della domenica l’abbiamo consumata nell’Irish pub sotto casa di Robert, perchè a parte il sabato gli altri giorni c’è un suo amico come cuoco, quindi si mangia abbastanza bene. Una cosa veloce, quei piatti tipo chicken nuggets, patate, insomma, niente di sorprendente. Il cuoco ci ha anche dato uno stuzzicadente e… ebbene sì, loro la spacciano per salsa Irlandese, ma era molto simile allo stuzzichino del Plaza, piccante da morì che ho provato solo io e Giusy, gli altri erano al corrente dei fatti.
Serata a parlare col cuoco, anche lui abbastanza preparato in italiano e inglese, un tizio e soprattutto Anal, con cui mi sono intrattenuto fino a dopo l’ora di chiusura. Da notare che Robert, Meggy e Marcello se ne sono andati presto perchè l’indomani dovevano andare al lavoro. Noi vacanzieri invece siamo tornati a bere fino a che ci era possibile, ho chiuso la serata con un 5 o 6 pinte di birra, tra le due del pasto e le tre del dopo pasto. Purtroppo dalla sera prima credevo di avere perso la macchinetta da guerra (il mattino dopo l’ho ritrovata in un punto impossibile della valigia, ancora adesso mi chiedo come sia finita là), quindi non mi è stato possibile fare la foto finale con Anal, che comunque è una ragazza che merita il massimo rispetto, nonostante le tette poco gonfie.
La notte è stata come tutte le altre, non molto comoda in cima a quel divanone, ma per tre notti è stato fin troppo, se contiamo che il 90% delle spese affrontate le ha pagate Robert, dicendo che eravamo suoi ospiti e doveva offrire lui. L’ospitalità è stata impressionante, davvero. E il giorno dopo sveglia intorno alle 7.50, dopo essere andati a dormire verso le 2. Più o meno a quell’ora i movimenti dei nostri ospiti che andavano a lavorare mi han fatto svegliare.
Mi sono alzato verso le 8.30, mi son fatto la doccia interrotta come sempre da Giusy che matematicamente mi spodestava dal bagno per “motivi di forza maggiore“. Insomma, tra una storia e quell’altra siamo usciti verso le 11 per fare un giretto per Erding, piccola ma accogliente cittadina. Credo di averla fotografata in lungo e in largo. Poi siamo tornati indietro e siamo passati dal centro commerciale vicino a casa di Robert, il centro col cinema in cui eravamo arrivati la prima sera. Qui abbiamo preso caffè e cappuccino da Salvatore, un siciliano emigrato qui circa 18 anni fa. Infine siamo tornati a casa, ma qui ci aspettava la brutta notizia: Robert aveva avuto un imprevisto e doveva tornare al lavoro alle 14, così siamo rimasti io e Giusy da soli. Robert è tornato solo il tempo di pianificare con noi la nostra giornata (le alternative del giorno prima erano: monastero dove nella quaresima i monaci si nutrivano di birra, una birra forte e densa che li sfamava pure, oppure isolotto in un lago dove stava un castello dove abitavano alcuni re del passato). Siccome le due mete erano difficilmente raggiungibili, abbiamo optato per Schlosspark Nymphenburg, una residenza enorme con parco. Siamo partiti io e Giusy, treno S2 (il tram di superficie) fino al centro di Monaco e poi via, a piedi. Essendo partiti alle 14, ma essendo arrivati praticamente alle 15.45 a Monaco, abbiamo fatto una pausa alle 16.20 in un caffè/ristorante/pizzeria pseudoitaliano sulla strada per il pranzo. Qui c’è stato detto che a piedi ci volevano 20 minuti per la residenza. Usciti, dopo 40 minuti di cammino ci eravamo persi. La scena madre è stata un tizio che ci ha indicato una casa a 30 metri di distanza e ci ha detto: “La vedete la casa verde? Prendete la stradina a fianco sulla destra, scendete per il tunnel, poi a sinistra e siete arrivati“. Arriviamo alla casa verde e non c’era nessun passaggio a destra, ma c’era un’altra casa verde più avanti. Beh, morale della storia: il tunnel non è mai stato trovato. Per fortuna una vecchina ad un certo punto ci ha detto di seguire il corso d’acqua, e in effetti con le sue indicazioni siamo arrivati… alle 18. Da notare che la gente se ti vede una mappa in mano parte subito a chiederti se serve una mano (proprio come a Genova, seh seh).
Arrivati là Giusy ha sparato una pisciata nel palazzo, io ho fatto qualche foto tra cui una a una coppietta che mi ha chiesto di farne una con la loro reflex ultraequipaggiata (ammetto, ho valutato se sarei riuscito a scappare rubandogliela, ma con la buzza che ho…). E poi siamo tornati indietro, senza avere realmente visitato il palazzo, che comunque è enorme (provate a vedere il parco su googlemaps qui).
Poi siamo tornati abbastanza sfatti a casa, dove Robert ci aveva promesso, per scusarsi, una cena in un posticino (tipicamente bavarese, come al solito) caruccio e simpatico. In effetti la cena è stata eccellente, le cameriere erano simpatiche, stavano al gioco con le nostre pronunce filotedesche, ci han portato le solite due o tre birre, gli shottini di superalcolico, insomma, alla fine anche Meggy che era un pò influenzata, ha iniziato a parlare senza problemi (ci sono filmati, anche un pò volgari). Una serata divertente, finita come sempre all’Irish pub, ma stavolta Anal non c’era, purtroppo. C’era un’altra che, secondo me per errore, secondo Giusy apposta, ha cercato di fregarsi 10 euro in più.
Alla fine abbiamo salutato Meggy (molto affettuosa, quando beveva) e Marcello, e abbiamo passato l’ultima notte.
Il giorno dopo è stato un problema. Alle 10 eravamo pronti per partire, ma Robert non si faceva vedere. Ultima colazione da Salvatore, e poi abbiamo atteso Robert fino alle 11.10. Non volevamo andare via senza salutarlo, ma lui doveva essere a casa per le 10, solo che aveva avuto problemi. Insomma, alle 12 siamo partiti. Sole incredibile, almeno fino in Italia dove pioveva prima leggermente. Alle 13, in suolo ancora austriaco, abbiamo fatto pranzo (un panino e via), poi abbiamo cercato di farmi prendere il treno delle 19.05. Alle 18 eravamo a Gessate, di culo perchè c’era la più potente buffera vista, secchiate di pioggia con tanto di saette, ho perso un treno della metro perchè il biglietto che avevo fatto in centrale non era valido, essendo urbano (io non sapevo ce ne fossero di altri tipi), così ho dovuto rifarlo. In centrale due vecchi di merda mi han fatto perdere il treno anche perchè non sapevo che alle macchinette si potessero fare i biglietti anche per gli intercity. Ma… sorpresa: tutti i treni avevano un ritardo fino a 60 minuti perchè una saetta aveva mandato in culo l’impianto elettrico. Saltata la possibilità di beccare la coincidenza a Genova, mi son messo in pace sul mio treno delle 20.10 per la Spezia, che è partito alle 20.30 e è arrivato alle 23.40. Da lì la mamma mi ha portato fino a casa… dove sono arrivato alle 00.15.
Per essere stati due giorni, la vacanza ha meritato più di alcune vacanze di due settimane. Gran bella gita, bella davvero.
Questo è tutto. Stay tuned!