Vi siete mai chiesti cosa fareste se foste Dio? Stile “una settimana da Dio” ma senza “una settimana da“. Un giorno vi svegliate, avete sonno ma è tardi, schioccate le dita e il tempo si ferma e potete dormire ad oltranza. Dio. Con set “il piccolo lanciatore di miracoli” incluso. In fondo non sarebbe male, vero? Ma senza strafare, poter avere tutte quelle piccole cose che uno invece nella vita non ha, poter dare libero sfogo alla fantasia. Ti svegli il lunedì mattina e fai il miracolo che torna sabato. Insomma, ho reso l’idea?
Se ne parlava qualche giorno fa coi miei ex colleghi: una buona applicazione è la rivergination. Vai da un troione, le smolli 50 euro dicendo che son fin troppe per quel traforo senza attrito che si ritrova e poi SBAM gliela chiudi con un miracolo come quando Dio ha richiusoil mar Rosso. Vuoi mettere? La rivergination è il miracolo numero 1. Ci puoi anche aprire uno studio privato: “Da Dio, il tappo da stappare!“. Ed eccoti straricco!!! Alla fine è strano come il maschietto si appaghi con poco, son dell’idea che non conti nulla quel pregio, ma sai, se becchi un troione navigato allora fa la differenza.
Oppure seduci una ragazza e scopri, la prima sera che siete in intimità, che la zozza ti ha sempre fregato mettendosi super push up da guerra di trincea all’ultimo sangue, e in realtà è piatta come una tavola da surf. E anche lì, la vedi, inorridisci e SBAM le fai venir fuori una sesta da assalto, tante di quelle tette che il cambio di peso la renderanno storta in giorni 3. Fai quello che devi fare e dopo tre giorni, quando ormai è curva come un sollevatore di pesi che non è mai riuscito a staccare da terra i manubri, come una vigna storta, SBAM e la fai tornare piatta, anzi, un pochino scavata e la molli con sdegno, per vendetta.

Insomma, uno potrebbe fare cose mirabolanti. Arrivare a Genova Sestri Ponente e trovare parcheggio a qualsiasi ora del giorno e della notte. Andare in palestra solo per essere allenato la mattina a picchiare le donne che si accalcano davanti al suo portone solo perchè esigono essere trombate. Creare una donna intelligente (NB: non che non ce ne siano, badate bene, ma crearla vuol dire essere sicuro che quella creata la sia). Vincere al Win For Life per poi non ritirare la vincita. Insomma, sei Dio, puoi tutto. E voi vi siete mai chiesti cosa fareste se foste Dio?
Ma poi vuoi mettere? Potreste evocare tanta di quella carne da poterci invitare Buddha a fare una grigliata, e poi mentre rantola per terra con la pancia piena prenderlo a forchettate per farlo rotolare e farlo sudare così tanto da diventare unto. Sono soddisfazioni. Oppure potreste bestemmiare fortissimo, tanto vi ci voglio vedere davanti a San Pietro a essere esclusi dal paradiso, anche se lì si infrangerebbe un Dogma come nell’omonimo film (”Dogma” appunto). Ce ne son tante di cose che una persona potrebbe desiderare e che non han prezzo… per tutto il resto c’è Mastercard, e se sei Dio diciamo che hai una Mastercard da un pò di soldi.
Insomma, domandatevi e rispondete. Cosa partorirebbe la vostra mente malata se foste Dio?

Ora vi lascio che domani è il primo giorno nella nuova azienda e devo essere bello fresco.
Stay tuned.

Better to reign in Siemens than to serve in Elsag…
the problem is that I’ll serve in Siemens

– Milton, “Elsag Lost

Venerdì ultima giornata nell’azienda per cui lavoravo. Per “festeggiare” (non è che ci fosse molto da festeggiare, ma un pò di casino finale andava ben fatto, non credete?) ho portato due Kg di focaccia, presa dalla focacceria “Au Tappe” (siccome è buona, è giusto farci pubblicità) di Sestri Ponente. Due KG per una quindicina di persone ho scoperto essere TROPPA focaccia per tutti, l’abbiamo finita in tardo pomeriggio, ma a me usciva anche dal culo, ormai (non che me la facessi addosso eh).
Col tempo ammetto che avevo apprezzato il gruppo di colleghi. Anche se qualcuno ti avrebbe sgozzato per una ragazza, oppure avrebbe venduto l’anima per far bella figura al tuo posto, oppure avrebbe venduto i propri famigliari per due euro (questo principalmente un solo personaggio… per ora direi che non riscontro molto il pregiudizio secondo cui i genovesi sono tirchi: qualcuno sì, ma alla fine mi sembra che sia come altrove… solo che magari qui a Genova alcune cose costano pure sproporzionatamente di più). Alla fine della storia (ma non è ancora finita, in realtà) molte delle cose dette rimangono, ma alcune andrebbero rilette.
Non capirò comunque mai i genovesi. Troppo irrazionali. Ma aumentano le speranze di trovare anche gente normale qui in mezzo. O meglio, gente strana, ma non strana a sta maniera. Meglio uno che tenta di farti passare per scemo ma a viso aperto che uno (o un gruppo?) che ti chiama e ti considera solo quando non ci sono ragazze. Anche se nell’immensità di tutti i problemi che una persona può avere, questa è poca cosa.

Adesso vi lascio alcuni filmati incredibili, già condivisi su facebook. Il primo è un video geniale di una canzone altrettanto geniale.

Poi un pò del Nido del Cuculo. Questo forse è un pezzo vecchio che avevo già messo, ma che ti debbo dì, non ricordo, quindi voilà, eccolo (di nuovo, ner caso).

Ancora nido del cuculo. Questo lo metto perchè recentemente ho visto Shining di nuovo.

Wow, si è fatto tardi. Ora di andare. Stay tuned!

Il commento di Airin allo scorso post mi spinge a replicare una considerazione che feci tempo addietro ma che ormai, persa nella memoria dei lettori più antichi e mai esistita in quella dei più moderni, è meglio replicare. Intanto però permettetemi di fare un pò di pubblicità al blog di Airin, perchè è in nascita, quindi probabilmente ci metterà un pò a guadagnarsi uno “stile” (scrivere in un blog non è come scrivere da nessun’altra parte, anche se il post “4 anni” ha già un pò lo stile da blogger) e nel suo piccolo attuale è molto femminile. Quindi aspetto qualche tempo per vedere se mi piacerà e se il suo stile sarà adatto a questo blog, nel qual caso la segnalerò nella blogroll (questo vorrebbe dire averne di nuovo una… volevo evitarlo dopo le discussioni con una persona, ma non tutte le persone al mondo sono schizzofreniche e malate, quindi forse è l’ora di rinnovare la rete di connessioni).
Comunque dicevo: considerazioni. Trovo nel suo darmi ragione (vedi commenti al post precedente) e nel suo essere mezzosangue genovese un’altra prova della follia di questa popolazione. Io non so se Airin è un genio, ma non è la prima che approva l’idea che la mentalità di questi autoctoni sia completamente sbagliata. E’ pazzesco, perchè alla fine del primo round in questa città, mi ritrovo con persone che sanno essere buoni compagni, e quindi buoni amici, ma sono “atipici”, gente che ha avuto contatti col mondo che c’è dietro al muro di Genova, quel muro illusiorio che divide il capoluogo di provincia dal resto del mondo. Io mi rendo conto che è nell’illogicità della gente che trovo la massima fonte di incazzatura. Uno ti sta simpatico? Non lo caghi. Ti diverte? Lo snobbi. Eh no cazzo, poi ovvio che divento rancoroso verso la categoria. Io sono chiassone e cazzaro, non mi offendo mai, non dò peso a chi non conta un cazzo ma non posso essere snobbato se questo mio modo di essere ti piace. Nel senso, se mi snobbi è perchè o ti senti superiore o ti sto sul cazzo, non perchè non ti ci sto, ma è usanza non dare confidenza agli estranei.
Io di genovesi classici non ne conosco moltissimi, quelli che dici sono tirchi, lesinano su tutto etc etc. Ma l’essere sospettosi di tutti credo derivi proprio da questo: il credere che se uno cerca di avvicinarti senza seguire un protocollo firmato dall’ente genovese, allora probabilmente ti vuole fottere. Per me l’essere chiuso è un retaggio di un modo di fare che in parte si è tentato di eliminare, e che forse è anche stato eliminato, ma che rimane come macchia. Il fare stronzo della gente del posto deriva da quello.

Ma l’illogicità non è solo una “cosa da genovesi“. Purtroppo è anche un vizietto da ragazze. Parto citando il famoso vocabolario della donna, esempio riconosciuto valido dell’illogicità delle donne, scritto nel pieno rispetto di quelle norme che fanno sembrare una cosa simpatica anche quando nasconde una atroce verità.
Una volta, una passante, mi disse che “a volte bisogna perdonare le ragazze perchè ’sono così’“. Infatti non me la prendo mai alla prima cosa che mi viene fatta. Anzi, diciamo che in molti possono testimoniare quanto sia semplice non farmi incazzare. Ma la femmina è subdola: se la tratti senza troppo interesse si comporta a modino, quando inizi a trattarla meglio passa in modalità “allora adesso quello che penso io è sempre giusto“. No, questa è una cagata!
Se uno dice una cosa giusta, o un parere personale, allora ben venga. Anche il mio blog è pieno di scuse a gente che probabilmente nemmeno se le meritava. Ma se pretendi di avere ragione quando hai torto, senza difenderti, senza giudizio, senza motivazione… ecco, è lì che mi incazzo. E devo valutare che negli ultimi due anni questa cosa è successa più volte (più di tre), e tutte le volte con persone che in quel periodo avevano preteso (e ottenuto… non sia mai che io faccia lo scontroso) una maggiore attenzione (e sottolineo: attenzione; non sto parlando del classico caso in cui il maschietto si fa mettere il guinzaglio e quindi DEVE sopportare tutto, ma di semplici amicizie).

Io sono una delle persone più accomodanti di tutto il mondo. Se una persona cerca amicizia, ben venga. Se un genovese è aperto, simpatico, divertente, ben venga. Ne ho trovati almeno una decina nell’azienda in cui finirò di lavorare la prossima settimana. Ne ho trovata una al mio corso di spagnolo, che è esattamente quello che io definisco “un genio del male“, perchè è al mio livello di battute, e le lezioni sono immensamente divertenti con lei, ne ho trovate almeno cinque nell’azienda per cui lavoro. Nel senso, esistono anche le persone interessanti. Ma l’unico requisito è la logicità delle azioni.
Che purtroppo però… spesso manca!
Stay tuned!

Le arance

Posted by: Il Maestro in I doni della Rete, Perle di saggezza 2 Comments »

Ma viene siete mai accorti? Cioè, dico, le arance hanno proprietà nascoste. Non voglio fare un post salutista, anzi, io sono per i vizi come la paffera, l’impepata di nutella, il coito violento, il cunnilinguus da più di 30 minuti e l’elicottero con l’uccello dopo la doccia, come ben sapete. Ma oggi ho dovuto ricredermi sulle arance, su una loro proprietà che è inspiegabilmente tenuta nascosta da tutti.
Quando ho scoperto questa proprietà ho anche capito il perchè del suo essere tenuta nascosta: le grandi multinazionali delle bevande gassate fallirebbero, se si sapesse una cosa come questa. Sarebbero spacciate, finite. Ci pensate a quello che questa mia rivelazione può causare? Sarebbe la fine dell’economia così come la conosciamo.
Premetto che una arancia sola non ha questa proprietà, a me ne servono 4 o 5 belle sugose per ottenere questi risultati. Oggi ne ho mangiate quel numero prima di vederne l’effetto, un effetto devastante e immediato, un’arma che potrebbe anche salvarvi la vita. Come possa, ve lo spiegherò dopo.

Tutti sappiamo che le arance, e gli agrumi in generale, fermentano. Una arancia o due arance quindi non dan grossi problemi, ma se aumentiamo la dose… ebbene, ero lì che stavo mangiando quando suddenly la mia pancia si è collegata agli inferi di punto in bianco, così, senza preavviso. Ho sparato uno dei più colossali rutti che abbia mai sentito, una cosa devastante, è andata bene che non ho iniziato a sgattinare come nella famosa scena dell’esorcista.
Così ho subito pensato a cosa sarebbe successo se fossi stato nella situazione in cui, in un vicolo buio, un ladro ti punta un coltello alla gola e ti dice di dargli tutti i soldi. Tu gli spari un rutto selvaggio che, come minimo, attira qualche passante, ma poi, oltre a spaventarlo, lo spiazza psicologicamente. Secondo me 9 su 10 si dà alla fuga. Anche se io lo dico sempre: “Non datevi alla fuga, datevi alla figa!!!“. Sicuramente dà più soddisfazioni.
Insomma, le arance fan bene, ma fan ruttare come diavoli dell’inferno. E di questo ne siamo felici.

Per oggi ho deciso che va bene così. Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma per il momento è prematuro. Solo una cosa devo segnalarvi. So di per certo che in mezzo a voi lettori si nascondono dei puritani del cazzo, delle santerelline finte o delle ipocrite vere. Questo video è per voi, segnalatomi dal Ventu:

Stay tuned!

Apriamo con la notizia della settimana. La notizia della settimana che riguarda me, non quella in generale. Diciamo che la mia vita non può essere paragonata alle mille vicende che avvengono nel mondo in una settimana, altrimenti dovrei anzi parlare del ritrovamento del ragazzo sotto le macerie ad Haiti o cose così. Invece parlo della mia vita, perchè il periodo in cui ho parlato di attualità è stato il più nero del mio blog: la gente ha esplicitamente dichiarato di poter leggere un giornale se voleva essere informato di cose reali, ma se viene sul mio blog è per leggere di cose “diverse“. E come dargli torto!
La novità è che lascerò l’azienda per cui sto facendo consulenza, non quella che mi paga, ma quella che paga la mia azienda per il mio lavoro. E’ un pò una scassatura di minchia, perchè ovviamente mi ero preso la casa bella vicina. Ma dopo un periodo di assunzioni sfrenate e di mucche grasse, terminato a metà novembre, è arrivato ordine dall’alto di tenere solo chi strettamente necessario così mi son salvato alla prima mandata (fine dicembre) ma sono stato scartato adesso, alla seconda. Era nell’aria, e non è nulla di grave, se non per le POCHE persone interessanti che perderò (quelle 6 o 7) che però, nel senso, non muoiono ma continuano a vivere nella mia stessa città (c’è un forse…), e per la casa, appunto, che non sarà più a 12 minuti a piedi dal posto di lavoro. Ora i miei superiori mi riallocheranno da qualche altro cliente. E così inizia il calciomercato.
Le possibilità sono principalmente due: una grande azienda che ha una sede a Genova e per cui lavorano tanti colleghi (non posso far nomi), oppure una azienda più piccola. Poi ieri, al meeting aziendale, la mia amica / collega fiorentina ha fatto un exploit col capo segnalandogli che cercano anche nell’azienda in cui lavora anche lei, quindi si è aperta la possibilità di trasferimento a Firenze (a cui ho rilanciato, dicendo che va bene anche cambiare città per QUALSIASI altro posto). Firenze sarebbe socialmente una città decisamente migliore, è sul lavorativamente che, a parlare con la mia amica, ho avuto un pò di sentore che le cose si possano mettere male. Sembra non lavorino con cose “interessanti“, ma anzi che sia tutto lasciato all’iniziativa del singolo. Questo potrebbe anche essere un bene, se uno si sbatte a formarsi da solo, ma il confronto è l’anima della crescita. Comunque mai fasciarsi la testa prima del tempo, tanto si vedrà nei prossimi giorni.

Ed è proprio lo slancio di questa mia amica che mi ha indotto a meditare. No perchè poi mi si tappa la vena quando devo fare un confronto tra gente di Genova e gente del resto del mondo. Come sempre premetto che ci sono i casi ottimi anche a Genova, ma stanno nello stesso rapporto con cui dalle altre parti stanno i casi anomali. E non posso non notare che 9 ragazze su 10 che incontro e che mi “piacciono” (a livello di simpatia, intendo) a Genova non sono nate da quelle parti, o non ci han vissuto abbastanza. Quello che mi sembra di avere capito dall’esperienza diretta mista alle testimonianze altrui è che il comportamento medio della gente autoctona segue uno schema decisamente diverso. Nel senso: nel mondo le ragazze cercano di divertirsi. Lo cantava anche Cindy Lauper (”Girls Just Want To Have Fun“), 27 anni fa! Quindi in genere funziona che quando trovano qualcosa o qualcuno che aumenta il grado di divertimento, se lo tirano il più possibile appresso. A Genova no.
A Genova la storia va così: il primo gruppo in cui ti trovi decentemente nel momento in cui stai vivendo è chiuso a qualsiasi nuovo acquisto. Ognuno vive in un gruppo blindato, in cui entrare e uscire è cosa che richiede… boh… una iniziazione probabilmente, un patto di sangue. Esistono già due o tre casi, in 9 mesi, in cui ragazze decisamente molto felici della mia presenza mi abbiano rifiutato qualsiasi tentativo di aggregarmi a loro, al loro gruppo, non direttamente magari, ma facendo morire ogni iniziativa. Ma Cristo e Gesù, è come durante l’assedio alla Rocca di Bertinoro: torinesi, romani e soprattutto fiorentine che mi assecondavano e si divertivano con me (e con gli altri, sia chiaro), genovesi che ripudiavano tutti e avvizzivano nello stesso gruppo. Han visto più cose di noi eh, perchè poi se non vuoi rimanere indietro devi accettare quel qualcosa deciso da una delle poche menti del gruppo, quindi è facile accordarsi, ma insomma, sono arrivati in 10 e sono andati via in 10.
Cioè, mai e poi mai tipuoi aspettare una uscita del tipo “Oh, l’azienda per cui lavoriamo sta cercando gente, perchè non lo mandi da noi IN UN’ALTRA CITTA’?” da una genovese. Chiaro che ci possono essere mille motivi per non fare spostare una persona, ma è proprio il concetto che cambia: fare gruppo da una parte (tutto il mondo), mantenere il solito gruppo senza variazioni dall’altra (Genova).

Qualcuno mi dice che i torinesi sono come i genovesi. E io rispondo “Un cazzo!“. Io ho visto due ambienti a Torino: la pseudobanca dove abbiamo lavorato un anno, dove ALMENO una volta a settimana si mangiava tutti assieme, si sparava cazzate assieme e comunque con chiunque entravi in contatto si cercava di fare gruppo, persino con gli utenti finali: ricordo che c’era l’ufficio delle ragazze con cui alla fine eravamo entrati in ottimi rapporti, al punto che ogni tanto ci si beccava per strada o in giro e si chiaccherava senza problemi.
L’altro ambiente era quello della sede. In due mesi avevamo fatto gruppo compatto anche lì con le ragazze del gruppo Service: si andava a mangiare a pranzo tutti assieme, si facevano le pause caffè, periodicamente si portavano dolci, vino, dolcetti e cazzate e a proposito di cazzate, se ne sparavano a fiumi.
Questa, che ritengo essere la normalità, ora mi sembra solo un lontano ricordo. E invece è un esempio sempre vivo di come dovrebbe essere un posto di lavoro. E di come non posso nemmeno sperare che lo diventerà mai a Genova.

Per finire un filmato segnalato da Toracca su facebook di un coglione di pescatore circondato da altri coglioni:

Stay tuned!

Per mettere fine alla lotta basta che tutti prendano la decisione di non combattere. Di fronte a qualcuno che è in difficoltà, aiutarlo, e quando soffriamo, chiedere aiuto agli altri. Quando ci renderemo conto che gli altri, anzi, che tutti gli esseri sono nostri fratelli, allora la fame, la povertà, la tristezza e il dolore, la crudeltà e tutte le afflizioni del mondo avranno immediatamente fine: noi possiamo questo! E non in un giorno lontano, bensì ora! In questo istante!
– Tiara Nort Yoko, “Bastard!! 26

Premessa: non capisco perchè, ma ultimamente il venerdì è record di visite. Una media di 150, che son tante di questi tempi. Un tempo se ne facevano mediamente il doppio, ma un tempo avevo la possibilità di mantenere il blog ad un livello decisamente più alto, avendoci più tempo da perdere. Comunque quello che voglio dire è che ringrazio tutti coloro che mi seguono. Il risultato odierno di 3273 visite negli scorsi 30 giorni è uno dei migliori risultati degli ultimi tempi. Grazie.

La giornata di ieri è stata… sofisticata. Come predetto negli scorsi giorni ieri c’era l’”incontro aziendale” a volte anche chiamata “convention” della mia azienda. In pratica ci dovevamo riunire, sentire come si sviluppa l’azienda, mangiare, assistere ad un’opera teatrale e poi tornarcene a casa. Tutto questo nella bellissima città di Torino. Così venerdì sera sono rimasto a Genova SP (Sestri Ponente) e ne ho approfittato per andare in palestra, anche se con scarsissimi risultati. Inoltre ero stato messo al corrente di una notizia non molto bella, di cui vi parlerò nel prossimo post, quindi mi giravano un pelo le scatole: non molto, a dirla tutta, ma un pelino sì.
A nanna presto, a mezzanotte, assicurandomi di dormire presto (mi drogo per dormire…). Sveglia impostata alle 6.40, incontro previsto per le 8.10 in fondo a via Sestri, quindi non molto lontano, dovevano venire con la macchina nolleggiata a recuperarci (noi tre sestriesi della mia azienda) per poi dirigerci a nord. Quindi già saltava la lunga dormita del sabato… ma che ci si può fare? E così sono arrivato per primo alle 8.10 sul luogo di recupero, bello come il sole dopo una giornata di pioggia.
Il viaggio di andata non è stato dei più rapidi: la macchina è arrivata alle 8.20-8.25, se contiamo che il luogo del raduno era in centro a Torino e che siamo arrivati alle 11 meno un quarto, direi che 2 ore e 20 sono molte per il viaggio, contando lo stop in autostrada per far prendere ad alcuni il caffè. C’è stato però tempo per chiaccherare un pò.
La discussione sull’azienda è stata a tratti pallosa, a tratti interessante, ma è durata fin oltre il limite della sopportazione della fame. Intorno alle due è iniziato il pranzo che è durato fin verso le 16, a buffet, e ho trovato il modo di bermi 4 bicchieri di vino rosso e due di bianco (meno male che avevo detto che non avrei bevuto).

Dopo il pranzo il teatro di improvvisazione personalizzato, nel senso che gli attori recitavano basando molto su quello che avevano sentito della nostra azienda. In pratica si è trasformato in una grande satira riguardo i nostri capi, o qualcosa di simile. Divertente, alcune cose sono state geniali, il teatro d’improvvisazione ha guadagnato i suoi punti, sì sì sì.
Per il riorno a casa, oltre ad esserci un pò persi per Torino, tutto alla grande: la grande punto nolleggiata è stata tirata ad una media dei 160Km/h e siamo arrivati a Sestri Ponente alle 20, partendo dal casello di Torino alle 19. Buono direi.
Da lì preparazione e poi a casa, cena frugale e poi fuori, a raccattare il cicci al Blockbuster (dove stava rompendo le scatole alla Sara) e poi il Ventu. E via di nuovo, per passare la serata in un pub a Spezia. Alle 2.30 ero sotto le coperte, a dormire.

Le cose più interessanti della giornata sono state: l’apertura di una possibilità di trasferimento a Firenze (è una cosa lunga, con alti e bassi, ma ne parlerò poi… per ora resta solo che, a prescindere da tutto, potrei finire a Firenze), l’incredibile salita che la nostra segretaria genovese ha avuto nella mia classifica personale della gente che adoro in territorio genovese, con le sue polemiche, il suo cinismo e la sua simpatia, tutto mischiato ad una certa professionalità, il riscoperto interesse per il teatro d’improvvisazione, la sempre maggior stima verso la collega fiorentina, anzi, verso tutti i colleghi fiorentini… e anche qualcuno torinese. E soprattutto l’avere ancora una volta espanso il numero dei consensi verso chi odia, o almeno riconosce tutti i difetti, dei genovesi in genere.
Infatti mi è impossibile non pensare di avere delle colpe quando vedo che talune persone, colleghi, si trovano bene insieme e male con me. Poi però mi rendo conto che non è colpa dei miei sforzi, ma del fatto che sono fatti così: creano un gruppo, e poi considerano solo quello. Entrare nel gruppo è più difficile di diventare Na’vi (vedi Avatar), è una cosa impossibile da fare nelle brevi riunioni che si fanno. Questo mi ha insegnato un’altra deportata a Genova.
Mentre un genovese puro mi ha insegnato un esempio da ricordare “E’ facile che a Genova due persone abitino nello stesso piano dello stesso palazzo e dopo dieci anni ancora non si salutino“. Se penso che io ero nella scrivania a fianco di una persona e lavoravamo sullo stesso progetto e quello ci ha messo 9 mesi a rivolgermi la parola…

Detto questo, è l’ora di qualche suggerimento utile. Tipo che se vi serve oggettistica a bassissimo prezzo made in China, non potete perdervi il sito DealExtreme. Per oggi è tutto.
Stay tuned!

Bacco, baldracche e venere, rendono l’uomo sterile
– “Così parlò il Maestro

Eh sì, sono un profeta. Questa volta ho superato me stesso, peggio che quella sera quando moltiplicai i bicchieri di vino con la sola imposizione delle mani… prima di cadere in coma etilico. Solo che quella volta nessuno ricorda di avere visto il mio miracolo compiersi, questa volta ho i testimoni. Come potete ancora leggere nel post che segue questo (non quello su Avatar, quello dopo), avevo predetto merda per sabato. E merda sarà.
Sì perchè sabato il mitico raduno aziendale si è accorciato: è rimasta solo la pappardella di presentazione aziendale che durerà tutta la mattina e mi farà venire un sonno disastroso, il pranzo (frugale) e l’attività pomeridiana (teatro). La parte più gettonata, la sera e la notte e eventualmente la domenica, sono scomparsi con nostro sommo gaudio. Questo mi fa proprio piacere, così potrò tornare a Genova alle 8 di sera ed essere a casa alle 10 di notte, in tempo per non fare più un cazzo. Benissimo!
Comunque che ci si può fare? Nulla, ovviamente, quindi prendiamoci quello che ci danno e sorridiamo. Tanto esiste sempre la lista nera delle cose di cui Dio dovrà darmi spiegazione. Basta segnarsi anche questa.

E ora showtime di notizie tecnologiche.
1. La Apple è in combutta con la Microsoft per boicottare Google. Ormai la Apple vive di altro oltre che di Pc, principalmente dei proventi dell’Apple Store, quindi quando la Google inc. (inc. sta sempre per inculata) ha fatto uscire Nexus One, il nuovo smartphone concorrente diretto di iPhone (e decisamente migliore di questo), la casa della mela ha dichiarato guerra a quella degli occhiali, escludendo il più possibile il mondo Google dai suoi sistemi. Gli converrà? Cioè, quello che vi pare, ma la Microsoft è odiata da tutti, dover usare il suo motore di ricerca a discapito di Google o dover forzare il proprio iPhone per tornare al giusto mi sembra una cosa pazzesca, che decisamente mi fa disprezzare ancora di più l’iPhone, qualora ce ne fosse bisogno.
2. Il 27 gennaio verrà mostrato al mondo il primo tablet della Apple. Non me ne fotte un cazzo perchè sarà la solita cagata che farà successo solo perchè marchiato con la mela, che fa probabilmente venire il cazzo duro più di una donna formosa nuda a chi è amante della roba Mac. Quello che volevo invece segnalare è che in realtà tutto ciò potrebbe essere una bufala, la più grande della storia della tecnologia. Sì perchè non esistono prove. Ci vorrà poco per scoprirlo, ma ora come ora è come credere in Dio: tanto rumore e nessuna prova. :) E mi rimane da dire che credo più in Dio che nella Apple.
3. Per par condicio vorrei citare Android, o meglio, spiegare cosa è per chi ancora non lo sapesse. Android è un sistema operativo basato su Linux e OpenSource per smartphone. Questo vuol dire che il vostro superfighissimo nuovo cellulare potrebbe (non oggi, ma un giorno, in futuro) avere sopra Android come sistema operativo. Da notare che per ora non molti cellulari hanno questo privilegio, ma Android, come per l’iPhone di casa Apple, ha già il suo pacchetto di sviluppo software e il suo Store online, così da fare bella concorrenza a iPhone su tutti i campi.

4. Dopo il terremoto di Haiti Google ha aggiornato le foto da satellite di GMaps. E’ quindi possibile zoomare sui danni provocati dal terremoto. Perchè a volte le riprese sembrano così distanti, invece una bella foto satellitare zommata dà più l’idea di quanta distruzione c’è stata.
5. La Nokia ha brevettato (laddove si brevetta) il cellulare flessibile perchè pensa che nell’immediato futuro spopolerà il cellulare che, grazie alle nanotecnologie, potrà diventare un braccialetto o essere completamente trasparente. Pensate a che figata! :D
6. Seguendo questo sito e il suo blog ho scoperto che esiste una applicazione iPhone capace di farvi vedere una persona che state inquadrando nuda. Si chiama “Nude It“, ed è una delle fantastiche idee suggerite dal blogmaster. Vi avviso subito che è parzialmente una bufala, sembra che l’applicazione identifichi la testa di un soggetto e gli applichi sotto il corpo nudo di una modella o di un modello, comunque come applicazione rimane interessante per i risvolti tecnici. Un interessante e cortissimo commento a tutto ciò e questo.

Per finire non vorrei commentarvi la nuova legge ad personam del nano in un post tecnologico, ma è una tale schifezza che proprio non resisto. Intanto vi passo questo:

Però io non sono adeguatissimo a parlare di tale argomento, e poi è molto tardi, quindi vi lascio a questo articolo e vi pregherei di indignarvi. Perchè ormai nuocere in Italia è un peccato morale molto poco sentito, e non si può poi scaricare la colpa sempre sugli altri quando vengono commessi i reati. Noi aiutiamo i colpevoli a farla franca permettendo a chi è colpevole di farsi le leggi per farla franca.
Stay tuned!

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Posted by: Il Maestro in Il grande Cinema No Comments »

Allora, premetto che è difficile parlare di questo film in maniera giusta, perchè è un guazzabuglio di tante cose. Prima di iniziare però vorrei dire tutto il male possibile del Megacine di La Spezia e del suo sistema di prenotazione. Il Cicci ™ ha prenotato il film l’11 gennaio. Volevamo andare a vedere il film il 16, sabato, allo spettacolo delle 00.30. quando ha prenotato il cinema era vuoto, così ha preso i posti migliori. Così ha messo data 16, e ha scelto l’ultimo spettacolo, quello delle 00.30. Tre biglietti: io, lui e il Ventu.
Venerdì, come da copione, il Ventu pacca, così il cicci va a togliere solo il suo biglietto. Dopo 5 minuti mi contatta bestemmiando e dicendo che lo spettacolo delle 00.30 era stato annullato. Il Signore è capitolato dalle Madonne che in me stavo recitando, così mi faccio dare user e pass e mi loggo per vedere dei biglietti. Seleziono il 16 e vedo che manca lo spettacolo. A conti fatti era inverosimile che avessero eliminato proprio quella proiezione di Avatar, così guardo il giorno dopo, ed ecco ricomparire lo spettacolo delle 00.30 del 17, che però essendo domenica non ha tale spettacolo. Avete capito? Beh, in pratica lo spettacolo delle 00.30 di venerdì 15 in realtà ha come data il 16, perchè a mezzanotte scatta il giorno nuovo.
Saetta la bestemmia! Racconto l’accaduto al cicci. Saettano moltissime bestemmie. Ma si può? Sul sito ti dicono che programmato per il 16 c’è lo spettacolo delle 00.30 (e non per il 17), ma se te selezioni spettacolo delle 00.30 del 16 loro ti vendono quello del 15 notte??? Siamo andati lo stesso, perchè, come poi è successo, molti come noi avevano sbagliato. Così alla fine, per evitare la sommossa, le ragazze alla cassa han servito, una volta scadute le prenotazioni, per primi quelli del disguido (cercando tra l’altro di farci passare per coglioni dicendoci che “era la prima volta che accadeva“) ed essendo noi i primi in lista alla fine ci son capitati anche dei buoni posti: fila F, posto 10 e 11. Però ci son stati clienti che hanno dato di testa, minacciando di non fare passare nessuno, di scatenare risse e cose così.

Ma passiamo al film. Lascerei per ultimo il trailer, per una volta. Perchè è in 16:9 e mi smangiucchia parte del template. Per parlare di Avatar bisogna dividere l’argomento in 3 parti: trama, visione 3d e tutto il resto, questo perchè, almeno per me, era il primo film in 3d mai visto. Notare che io non conoscevo la trama del film in anticipo, come invece conoscono molti che han giocato al gioco, a meno del poco che si intuisce dal trailer.
Trama spoilerosa: il protagonista è un ex marine che ha perso l’uso delle gambe. Il suo gemello, recentemente morto, era un famoso scienziato e lui viene chiamato a sostituirlo perchè, nonostante la completa ignoranza in ambito scientifico, avendo lo stesso patrimonio genetico è l’unico che può utilizzare l’Avatar approntato per lo scienziato. Gli avatar non sono altro che corpi con una parte del patrimonio genetico di un autoctono di Pandora, il pianeta su cui si basa la storia, e un umano. Questi corpi possono poi essere manovrati dall’umano che ha donato parte del proprio patrimonio genetico, con una specie di “possessione” fatta attraverso delle macchine. Questo permette agli umani di muoversi nel mondo di Pandora come gli autoctoni e senza l’impedimento delle maschere di ossigeno, necessarie a causa dei gas venerei del pianeta.
Il nostro eroe alla prima missione sul pianeta però rimane solo e viene salvato da un branco dei mostri dall’arrivo della gnocca Na’vi (nome della popolazione autoctona) che lo porta dalla sua tribù. Mentre stanno andando un segno di una loro divinità fa pensare che il protagonista abbia 2 volte il cazzo più lungo degli altri, così il capo tribù e sua moglie, la guida spirituale della tribù, decidono di insegnargli le usanze del loro popolo. Nel mentre, fuori dal suo alter ego gambe-munito, i suoi simili vedono una possibilità di infiltrazione e così, con la promessa di ridargli le gambe, gli chiedono di dar loro più informazioni possibili sulla popolazione perchè, ahimè, il vero scopo della missione su Pandora è l’estrazione di un minerale rarissimo, e il maggior giacimento del pianeta risiede proprio sotto l’Alberocasa, un gigantesco albero in cui viveva tutta la tribù.
Così mentre i Na’vi insegnano al marine a parlare la loro lingua, a cavalcare le loro bizzarre creature, a volare coi loro Ikran (i Kraan erano i mostri alati di Lupo Solitario, strano che qui una creatura dal nome pressocchè uguale abbia anche lo stesso aspetto, lo stesso tipo di ali e le stesse capacità di cavalcatura, vero?) e a percepire l’energia della natura, questo riporta informazioni ai suoi capi. Così questi un bel giorno, stufi di aspettare, iniziano a devastare il popolo Na’vi e i loro punti sacri: Alberocasa, le foreste sacre… e loro. A quel punto il marine si pente e prende le redini della difesa del pianeta, elaborando strategia basate su tutto quello che aveva imparato, facendosi aiutare dalle creature che aveva saputo domare e soprattutto da tutte le altre tribù Na’vi del pianeta. Il finale è scontato, anche se c’è da dire che quasi tutti i personaggi principali muoiono, e questo ci piace.
Fine trama spoilerosa.

Analiziamo la trama. Lì per lì finito il film non me ne ero reso subito conto ma… è decisamente banale! Sembra una versione un pelo più indirizzata al naturalismo di Dune. Pandora è il novello Arrakis, i Na’vi sono i Freeman, gli Ikran prendono il posto dei Vermi della Sabbia e il marine è il novello Paul Atreides che va lì per estrarre la Spezia / il minerale di Pandora e invece si integra nelle usanze della popolazione e combatterà contro il proprio capo, l’Imperatore Sardukar / Capo Marine. Nello stesso tempo c’è un pò anche di Ultimo Samurai, dove la nobiltà e la potenza dei Na’vi è sfavorita solo dalla differenza di potenza delle armi che i due popoli usano (i primi bombe, fucili e cose così, i secondi frecce e pugnali). Da notare che il regista James Cameron ha fatto i suoi ultimi due film, Titanic e questo Avatar, facendo passare tra i due ben 12 anni, e ambedue oltre a non averlo impegnato molto dal punto di vista della storia (diciamocelo, Avatar è basato su un giochino e Titanic ok, c’è molto più che la storia vera, ma la base è quella), sono i due film di maggiore incasso nella storia del cinema (per info si veda qui per esempio).
Parliamo invece del 3D, visto che James Cameron dice tra l’altro di non voler mai più girare un film su pellicola normale. Il 3D secondo me è bello, in alcune scene rende qualcosa di unico, ma per la maggior parte del film… beh, noi siamo abituati al 3D, quindi diciamocelo, fa scena i primi 5 minuti, poi se non ci fossero mille rimandi a cose che passano appositamente davanti allo schermo (non ci fosse stata questa tecnologia molte parti del film sarebbero diverse), uno se ne scorderebbe. Ammetto però cheil primo volo sugli Ikran che si vede, in 3D è qualcosa di sublime. Voi vi starete domandando: secondo me questo 3D è sopravvalutato? Mah, a me ha fatto venire il mal di testa, per esempio, portare due paia di occhiali. C’è una nota però da fare: prima del film c’è l’anteprima di Alice nel paese delle meraviglie, il prossimo film in 3D che uscirà a Marzo, e gli 8 euro del biglietto se li merita soltanto la comparsa in 3D dello stregatto davanti allo spettatore: di un realismo unico.

Quindi fin qui uno potrebbe pensare che il film non sia poi quel granchè. E’ invece sbaglia. Riconosco che è uno dei migliori film mai visti, se non il migliore. 3 ore non mi son passate così bene nemmeno a vedere il Signore degli Anelli o Batman (gli ultimi due) o… Insomma, è decisamente stupendo. Le ambientazioni, le scene ad effetto, la fotografia… Tutto si unisce così bene che anche la trama sembra decisamente migliore. Il modo di ricreare lo stile di vita dei Na’vi è geniale, alcune riprese ti lasciano a bocca aperta, gli effetti speciali, oltre a essere realistici, sono a dir poco impressionanti. Niente da dire, il film lascia sicuramente a bocca aperta. Ci son paesaggi così belli da lasciarti ammutolito… quello che voglio dire è che è IMPRESSIONANTE. C’è a chi è piaciuto il tema ambientalista del film, ma non parlo di quello, parlo proprio del fatto che mentre corrono, volano, o mentre mostrano come si vive su Pandora non c’è che un effetto di bellezza nella scena, nei paesaggi, in tutto.
E’ effettivamente un capolavoro, al punto che se mi chiedevate come fosse stato il film dal punto di vista ANCHE DELLA TRAMA E DEL 3D appena uscito dal cinema, il mio giudizio sarebbe stato in tutti e tre i casi “PERFETTO“.
Insomma, un film che va visto per forza. Vi lascerei al trailer, ma l’incorporamento è disabilitato. Potete vederlo qui e vi consiglio di vederlo, se non avete visto il film… ancora.
Stay tuned!

Allora, stasera ho visto Avatar, ma visto che sono le 4AM non parlerò di questo. Volevo lasciare ai posteri invece una parte di una mail che ho mandato oggi… anzi, ormai devo dire ieri… riguardo la settimana prossima.
Premetto che il tono è scherzoso, così tutto quello che verrà detto o previsto è un pò romanzato e quindi falso. :P Questo lo dico perchè di tanto in tanto ricevo visite dalla sede e anevurei che qualcuno pensasse che parlo male della mia azienda. In pratica la mail è un tentativo di organizarmi domenica prossima partendo da una previsione pessimistica di sabato prossimo. Il tono afflitto e negativo è per fare scaturire quel non so che in chi legge.

Ciao a tutti,
sabato prossimo abbiamo il raduno aziendale a Torino. In pratica ci vestiamo di bianco, incappucciati (per mascherare le nostre identità… so che almeno i colleghi della sede genovese fanno così), andiamo in un posto dove c’è una persona che ci convince che va tutto bene facendoci vedere grafici dei profitti positivi di altre aziende spacciandole per la nostra e dicendoci che il nome dell’altra azienda che compare nella presentazione è un errore di battitura.

Dopo, con la scusa che il pranzo cambierebbe in maniera disastrosa il grafico dei guadagni, ci daranno da mangiare grissini e crackers. Per convincerci di essere sazi faranno girare intere cosce di prosciutto, di cui non potremo però avere nemmeno un assaggio, perchè sennò poi il negozio che ce le presta non le potrà più rivendere.
Filmati di ciccioni che si abboffano verranno proiettati un pò per suggestionarci, un pò per farci credere che il cibo fa male.

Il pomeriggio ci sguinzaglieranno a fare qualcosa di turistico. Ancora non si sa cosa. L’anno scorso i miei attuali colleghi erano andati un pò al museo egizio e un pò a quello del cinema. Rigorosamente a piedi partendo dalla sala congressi, facendo decine di chilometri, con la scusa che passeggiare fa smaltire il pranzo. I colleghi l’anno scorso non avevano visto un cazzo perchè non riuscivano più a muoversi da quanto facevan male loro i polpacci. Una ragazza l’han trovata 200 metri prima del museo accartocciata in posizione fetale con le gambe sollevate: i muscoli le tiravano così tanto dallo sforzo che ha dovuto abbandonare il raduno in barella.

Quelli che riuscivano a muoversi sono stati quindi abbandonati a loro stessi, per prepararsi per la serata. Vi state domandando della cena? Eh no, la cena l’azienda non la offriva. Qualcuno ha fatto gruppo e sono andati a mangiare a spese loro. Altri, da bravi genovesi, si sono impuntati a non mangiare. Triste è stato il giorno dopo per i colleghi della sede genovese scoprire che uno di loro li aveva lasciati per denutrizione: da due settimane, sapendo del raduno, aveva smesso di mangiare convinto che là si sarebbe abboffato fino alla morte, e non ha passato la serata.

La serata l’han passata in un locale dove facevano musica anni 70-80. Quest’anno non si sa. Comunque è stato il picco della serata, a quanto mi dicono. Solo che a me i colleghi genovesi ancora non mi cagano, visto che lavoro per un cliente dove non ci sono che io della mia azienda. Però la mia azienda, anche quest’anno come lo scorso, prepara una tendopoli in piazza San Carlo o giù di là dove farci passare la notte “a spese loro”. L’hanno scorso, facendo i turni di guardia, sono riusciti a fuggire alla polizia che li voleva arrestare per vagabondaggio. Solo due, stremati dalla fame, sono rimasti indietro, ma la polizia, che ormai conosce il modo di agire della nostra azienda, si è limitata a manganellarli per un pò e poi li ha lasciati andare.
Il giorno dopo rientro.
Adesso volevo dire una cosa: il mio prossimo sabato seguirà la falsa riga di quanto descritto sopra
“.

La mail continua ma con informazioni private.
Scrivo tutto questo per scongiurare la malasorte e sperare che vada a finire meglio, e per poter alla fine fare un confronto tra questa versione comica, e quello che sarà veramente il mio prossimo weekend.
A domani per le impressioni su Avatar.
Stay tuned!

Gesù ha tramutato il vino in sangue una volta, io lo faccio ogni volta che mi riprendo da una bevuta!!!
– Il Maestro

Sì sa, molti si autostimano tantissimo. Basta vedere le stronzate che la gente scrive nei luoghi pubblici tipo facebook. Oppure quello che racconta sul lavoro, la vita sentimentale, il sesso o chissà cos’altro. Adesso, la Figa distoglie il saggio dalla retta via, spesso anche dalla via del retto, e la gente per farsi bella davanti alle ragazze fa le cose più assurde. Non dico facciano male, ma insomma… a volte la gente le spara grosse.
Ma comunque, dipingersi un pò meglio di quello che si è è una cosa abbastanza comune. Ci sono dei professionisti nel farlo, come in ogni altra cosa. Quelli che ti mettono vanti impossibili in modo che suonino naturali. “La mia donna a scopare fa un casino… eh, ma sai, le donne non son mica come i maschi: urlano e gemono ad altissima voce, mentre il maschietto… dai, lo sappiamo tutti, quando ha un orgasmo se emette un verso è solo per fare piacere alla donna“. Al che te dici “eh sì, ha ragione, muggiti come quelli di quel maschio che ho sentito ieri sera sono finzioni da film porno…” poi ci pensi un secondo e il maschio della sera prima eri tu, che ansimavi come un pentola a pressione soltanto all’idea dei jeans attillati dell’ultimo corpo femmineo che hai visto passare.
E’ questione di tecnica. Solo che se uno per sbaglio ci spende 5 secondi a pensarci sopra o capisce che chi l’ha detta è un ritardato, oppure ci crede e cresce la stima nel poveraccio. Alla fine la tecnica è semplice, basta convincere il prossimo facendogli credere che una cosa inaudita sia per noi la normalità. “L’altra sera l’ho passata con una ragazza…“, “COMPLIMENTI!!!“, “Eh, sì, non è stato facile dire alle altre tre che con loro quella sera non ci volevo stare“. Però, se ci pensate, ancora ancora la cosa viaggia su binari “classici“. Si gonfia la verità basandosi su cose umanamente riconosciute come invidiabili.

Invece recentemente vedo approdare sulla scena la tattica moderna. Chi non può vantarsi di quello che non ha rigira la frittata vantandosi di quello che non ha. Una tecnica che si basa su una cosa pazzesca: prendersi la responsabilità di automarchiarsi come idioti. State bene attenti perchè questa è una tecnica veramente segretissima, e si manifesta in due filoni. Il primo filone riguarda il vantarsi direttamente di una cosa per cui ci si dovrebbe al limite vergognare. L’altro filone invece consiste nel saper fare male una cosa è giudicare come la fanno gli altri peggio, in modo da cercare di insinuare che la si è fatta bene. Sti soggetti in genere si lasciano dire, si umiliano troppo da soli per aggiungerci umiliazioni.
Esempi pratici ce ne son tanti: gente che sta con esseri riprovevoli e poi ti dice che tutte le altre son brutte, hanno il culo scarno, le tette molle, oppure trovano difetti inesistenti, perchè magari stanno giudicando brutta una persona che difetti abbastanza negativi non li ha. Oppure, nel lavoro, gente che ti critica tutto e poi ne fa anche peggio di te. Oppure gente che… mah, gli dici che ti piacerebbe imparare o fare una cosa e questi dicono che loro non la vogliono appositamente fare. Cose così, insomma. Non potendoci essere il gusto nell’ottenere un risultato, si cerca di fare credere che è un orgoglio o una scelta voluta non averlo ottenuto. E’ questa la tecnica moderna.

Ora due filmati passati dal Ventu. E’ una serie chiamata “A scuola di Botte” e vale la pena di vederla, fosse solo per l’alto valore culturale.

Come vedete il tizio insegna come difendersi in situazioni tipiche. Il secondo filmato si baserà proprio su situazioni che si verificano ogni giorno, e in cui è necessario non controllare nemmeno se il pericolo c’è o è solo una passante che chiede l’ora.

L’ultimo filmato insegna a difendersi mentre si aspetta di entrare in discoteca. Come ben saprete, è una tipica situazione in cui stare attenti.

Grazie al Ventu. Ora è tardi. Stay tuned!