“Sono uno stregatto… astratto!”
“Non puoi farci niente, sono quasi tutti matti qui muahahahahahehehe e ti sarai accorta che in fondo sono mezzo svanito anche io!”
– Alice nel paese delle Meraviglie
Premessa: So che sono due settimane che non scrivo. Purtroppo è stato un periodo pesante, e lo è ancora. Non garantisco niente per i prossimi giorni, perchè a parte martedì, che mi giocherò la palestra, tutti gli altri giorni sono impegnato anche la sera. I visitatori sono scesi sotto il livello di guardia, mi spiace ma era prevedibile. Caleranno ancora, probabilmente.
Ieri sono stato a vedere “Alice in wonderland“, l’ultimo film di Tim Burton con Johnny Deep. E’ un film che ha decisamente degli alti e dei bassi, e che non mi stupirebbe che non venisse gradito dalla critica. Questo perchè già parliamo di un film che si basa su una storia conosciuta da tutti, il mix dei due libri di Lewis Carrol “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò“, che è comunque una favola per bambini. Inoltre è un film che già per come veniva presentato doveva basarsi su effetti speciali e sull’interpretazione di Johnny Deep (il trailer che passava al cinema era un orgasmo per l’effetto di apparizione dello stregatto). E già questo potrebbe non attirare un critico sofisticato che ricerca qualcosa di innovativo o ben presentato.
Il problema è che inoltre anche quello che è stato promesso, in realtà, non c’è. La storia non è quella tratta dal libro o dal film anni 50 della Disney, non è la storia di Alice che insegue il bianconiglio nella sua tana e finisce a vagare nel paese delle meraviglie, dove gliene capitano di tutti i colori. Tim Burton non gira una versione reale di un film di animazione ma… il suo seguito.
Trama: di questo infatti si tratta, di un seguito. Alice è già stata nel paese delle meraviglie, quando aveva tra i 10 e i 15 anni, come nel libro e nel film originali. Solo non lo ricorda, e lo vive come un sogno che gli rovina le notti, rendendola insonne e facendola credere matta. Un giorno viene però condotta a una festa di famiglia, che in realtà nasconde un matrimonio preparato dai parenti per far sì che Alice sposi un giovane di nobili origini. Durante la festa però Alice vede comparire il bianconiglio, che gli mostra il classico orologio ticchettante, e abbandona il futuro promesso sposo per inseguirlo nel cortile dove si svolgeva la festa, fino a cadere nel classico buco che la riporterà nel paese delle meraviglie.
Qui c’è una parte volutamente ricostruita come nell’originale: Alice si trova in una stanza con diverse porte e una chiave, la pozione con su scritto “bevimi” e il dolcetto con su scrito “mangiami”. Tutto come allora, e con vecchie conoscenze che la osservano per capire se fosse proprio l’Alice giusta. Ma una volta uscita dalla porta, la trama diverge dall’originale. Alice non insegue più il bianconiglio (ricordiamo che esiste una interpretazione di Alice nel paese delle meraviglie basata sul testo originale che dimostra come tutto il libro sia una metafora sugli effetti della droga, dell’alcool, del sesso e della follia), ma ha bensì una missione da compiere.
Dalla sua ultima discesa nel paese delle meraviglie infatti la regina rossa ha imposto il suo dominio ai danni della bellissima ma completamente stupida regina bianca, tutto questo gli è stato possibile solo grazie ad una specie di drago. Il destino di Alice è di impugnare l’unica spada in grado di sconfiggere il drago e di ucciderlo. Così la storia si sviluppa in un susseguirsi di scene di follia e con l’entrata in scena di personaggi tratti dalla versione originale, tipo il cappellaio matto, il bianconiglio, lo stregatto, e altri nuovi inventati per l’occorrenza, tipo la regina bianca e altri, fino alla battaglia finale di Alice contro il drago, che avverrà solo dopo che questa ricorderà di avere già avuto una esperienza in quel mondo.
Il finale è scontato. FINE DELLA TRAMA
Capirete bene che il film stravolge tutto, la trama è un pelo banale. Rimangono gli effetti speciali, ma ahimè, anche quelli non sono un granchè. Il meglio degli effetti speciali sono stati resi nel trailer, e questo trasforma il film in una truffa, sotto un certo punto di vista. Infatti leggendo in giro scopro che tutto il 3D è stato fatto in postproduzione, cioè non è stato filmato e girato già con l’idea del 3D, e questo lo si capisce da un fatto: come dissi per Avatar quando ti premi gli occhiali 3d per rimetterli a posto 9 su 10 copri il sensore e gli occhiali ti si spengono. Anche ieri era così, con la sola differenza che in 9 casi su 10 non ti rendevi conto della differenza tra occhiali accesi e occhiali spenti.
Quindi non ci sono spunti per dire che il film è un capolavoro, anzi, potreste pensare che a me non sia piaciuto. Ma io mi aspettavo che come film non fosse un granchè, ma fosse eccellente per gli effetti speciali, invece alla fine anche senza effetti speciali, il film non mi è dispiaciuto affatto: le poche scene dello stregatto così come il personaggio di Alice e le due regine mi sono piaciuti abbastanza, e alla fine il film è passato bene. Invece l’interpretazione di Johnny Deep non mi è piaciuta molto, ma questa è un’altra storia.
Insomma, secondo me il film merita i suoi euri, ma è uno di quei film che potete benissimo vedere in 2D, senza perdervi nulla di quel già poco che ha.
Vi lascio il trailer.
Stay tuned!

