Alice in Wonderland

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Sono uno stregatto… astratto!
Non puoi farci niente, sono quasi tutti matti qui muahahahahahehehe e ti sarai accorta che in fondo sono mezzo svanito anche io!
– Alice nel paese delle Meraviglie

Premessa: So che sono due settimane che non scrivo. Purtroppo è stato un periodo pesante, e lo è ancora. Non garantisco niente per i prossimi giorni, perchè a parte martedì, che mi giocherò la palestra, tutti gli altri giorni sono impegnato anche la sera. I visitatori sono scesi sotto il livello di guardia, mi spiace ma era prevedibile. Caleranno ancora, probabilmente.

Ieri sono stato a vedere “Alice in wonderland“, l’ultimo film di Tim Burton con Johnny Deep. E’ un film che ha decisamente degli alti e dei bassi, e che non mi stupirebbe che non venisse gradito dalla critica. Questo perchè già parliamo di un film che si basa su una storia conosciuta da tutti, il mix dei due libri di Lewis Carrol “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò“, che è comunque una favola per bambini. Inoltre è un film che già per come veniva presentato doveva basarsi su effetti speciali e sull’interpretazione di Johnny Deep (il trailer che passava al cinema era un orgasmo per l’effetto di apparizione dello stregatto). E già questo potrebbe non attirare un critico sofisticato che ricerca qualcosa di innovativo o ben presentato.
Il problema è che inoltre anche quello che è stato promesso, in realtà, non c’è. La storia non è quella tratta dal libro o dal film anni 50 della Disney, non è la storia di Alice che insegue il bianconiglio nella sua tana e finisce a vagare nel paese delle meraviglie, dove gliene capitano di tutti i colori. Tim Burton non gira una versione reale di un film di animazione ma… il suo seguito.

Trama: di questo infatti si tratta, di un seguito. Alice è già stata nel paese delle meraviglie, quando aveva tra i 10 e i 15 anni, come nel libro e nel film originali. Solo non lo ricorda, e lo vive come un sogno che gli rovina le notti, rendendola insonne e facendola credere matta. Un giorno viene però condotta a una festa di famiglia, che in realtà nasconde un matrimonio preparato dai parenti per far sì che Alice sposi un giovane di nobili origini. Durante la festa però Alice vede comparire il bianconiglio, che gli mostra il classico orologio ticchettante, e abbandona il futuro promesso sposo per inseguirlo nel cortile dove si svolgeva la festa, fino a cadere nel classico buco che la riporterà nel paese delle meraviglie.
Qui c’è una parte volutamente ricostruita come nell’originale: Alice si trova in una stanza con diverse porte e una chiave, la pozione con su scritto “bevimi” e il dolcetto con su scrito “mangiami”. Tutto come allora, e con vecchie conoscenze che la osservano per capire se fosse proprio l’Alice giusta. Ma una volta uscita dalla porta, la trama diverge dall’originale. Alice non insegue più il bianconiglio (ricordiamo che esiste una interpretazione di Alice nel paese delle meraviglie basata sul testo originale che dimostra come tutto il libro sia una metafora sugli effetti della droga, dell’alcool, del sesso e della follia), ma ha bensì una missione da compiere.

Dalla sua ultima discesa nel paese delle meraviglie infatti la regina rossa ha imposto il suo dominio ai danni della bellissima ma completamente stupida regina bianca, tutto questo gli è stato possibile solo grazie ad una specie di drago. Il destino di Alice è di impugnare l’unica spada in grado di sconfiggere il drago e di ucciderlo. Così la storia si sviluppa in un susseguirsi di scene di follia e con l’entrata in scena di personaggi tratti dalla versione originale, tipo il cappellaio matto, il bianconiglio, lo stregatto, e altri nuovi inventati per l’occorrenza, tipo la regina bianca e altri, fino alla battaglia finale di Alice contro il drago, che avverrà solo dopo che questa ricorderà di avere già avuto una esperienza in quel mondo.
Il finale è scontato. FINE DELLA TRAMA

Capirete bene che il film stravolge tutto, la trama è un pelo banale. Rimangono gli effetti speciali, ma ahimè, anche quelli non sono un granchè. Il meglio degli effetti speciali sono stati resi nel trailer, e questo trasforma il film in una truffa, sotto un certo punto di vista. Infatti leggendo in giro scopro che tutto il 3D è stato fatto in postproduzione, cioè non è stato filmato e girato già con l’idea del 3D, e questo lo si capisce da un fatto: come dissi per Avatar quando ti premi gli occhiali 3d per rimetterli a posto 9 su 10 copri il sensore e gli occhiali ti si spengono. Anche ieri era così, con la sola differenza che in 9 casi su 10 non ti rendevi conto della differenza tra occhiali accesi e occhiali spenti.
Quindi non ci sono spunti per dire che il film è un capolavoro, anzi, potreste pensare che a me non sia piaciuto. Ma io mi aspettavo che come film non fosse un granchè, ma fosse eccellente per gli effetti speciali, invece alla fine anche senza effetti speciali, il film non mi è dispiaciuto affatto: le poche scene dello stregatto così come il personaggio di Alice e le due regine mi sono piaciuti abbastanza, e alla fine il film è passato bene. Invece l’interpretazione di Johnny Deep non mi è piaciuta molto, ma questa è un’altra storia.

Insomma, secondo me il film merita i suoi euri, ma è uno di quei film che potete benissimo vedere in 2D, senza perdervi nulla di quel già poco che ha.
Vi lascio il trailer.

Stay tuned!

Sanremo 2010

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Premessa: oggi Enrico mi ha fatto sapere che una persona, che ormai riguarda un passato vago e indefinito, ha scritto sul blog di un conoscente qualcosa, direttamente o indirettamente riguardante me. Di fatto mi era stato già detto dal Marshall, tempo fa, anche se non mi era stato detto dove tale persona aveva scritto, e mi era stato solo fatto capire che ci si riferiva a me. In entrambi i casi ho ignorato tale informazione. Entrambe queste persone non devono avere capito il mio punto di vista. Prima di tutto tale persona è morta per me, sapere della sua vita come provano spesso a cercare di farmi sapere, proprio non mi tange minimamente. Non che non voglio, o faccio finta di non volere. E’ come se mi parlaste di un autore di un’opera di un genere che non mi piace, cosa volete che mi interessi?
Inoltre non è che mi soddisfi sentirne parlare: era una persona che per un pò di tempo ho considerato amica. Ci sono persone che, recentemente, considerandole amiche, ho dovuto perderle perchè ho cambiato sede di lavoro. Capita, uno ci si deve abituare, ma almeno lì puoi incolpare il fato. Qui guardi cosa è successo, e non hai un fato da incolpare. Io posso incolpare solo lei (ok, magari lei farà lo stesso con me, ma chi se ne frega? Quello che conta è che non è stato il destino), cosa volete che me ne importi di cosa pensa o dice? Per me è solo una sconfitta pensare che una persona per avere due o tre visitatori in più su un blog litighi a morte e vada a raccontare in giro stronzate su terzi, non solo me, ma sia amici sia gente del tutto sconosciuta. Ma cresci, cavolo.
Le due persone che mi han parlato di quel post hanno un rapporto strano con la persona in esame. Il primo mi immagino che sia stato spinto da lei, che è una sua collega. Anche a me diceva di andare a commentare il suo blog, figurarsi se non ha detto al Marziale di venirmi a dire che scriveva da qualche parte (contando che poco tempo prima era tornata a lasciare commenti sul mio blog). Il secondo a quanto dice le ha apertamente manifestato di non voler più nessun tipo di rapporto con lei (benvenuto nel club), quindi che non se ne interessi nemmeno lui, dico io.

La morale della storia è: non leggerò nessun post, nemmeno quelli che mi riguardano. Non mi interessano e non ha senso leggerli. Quindi non ditemi nemmeno se ne mette altri, nè dove li mette. Mettersi in mezzo a un litigio porta sempre e solo grane, non ve ne servono. Non da me, di sicuro. Lei che faccia come vuole. Dubito che abbia scritto un post di scuse, non vorrei leggerlo comunque. Sarebbe troppo semplice, ormai.

Invece volevo parlare di Sanremo. Oggi è finito, ed è finito nella schifezza, come tutti gli ultimi Sanremo. L’unica cosa interessante è che Povia ha fatto cagare. Se lo merita, è uno stronzo, è uno che tira fuori temi banali ma focalizzati su un vasto numero di persone per far sì di sembrare uno profondo e vincere o farsi notare così. Di Povia si era iniziato a sentire parlare l’anno dei Bambini che facevano Oh. Io già l’avevo odiato fin da subito. Per citare qualche post:
13 gennaio 2007, il post sulla sua prima canzone, quella dei bambini, e sulla seconda, quella che ha vinto.
8 Marzo 2008 si torna a parlare di Povia, questa volta senza che lui sia stato a Sanremo
22 febbraio 2009 e 24 febbraio 2009, dopo la canzone di Sanremo “Luca era Gay” su cui mi son scatenato.
Ma se non bastasse, vi invito a leggere su questo post quanto è figlio di troia quell’uomo che aveva promesso di versare i ricavati della vendita di un suo disco, proprio quello dei bambini (450.000 euro) in beneficenza ai bambini del Darfur, e proprio per questo è stato reso famoso da Bonolis che per sostenere tale raccolta, oltre ad avere donato 50.000 euro, l’ha chiamato a Sanremo.

Questo per parlare di Povia. Per il resto è stato un festival squallido. Intanto perchè il televoto, che, come scrissi in uno dei post su cui parlavo anche di Povia, è truccato, ha determinato l’eliminazione di due canzoni decisamente meritevoli. La prima è quella di MALIKA AYANE, che potete sentire (almeno finchè il filmato non sarà disabilitato) nel filmato qui sotto.

La seconda è quella di Noemi, che a me sinceramente piace anche di più, forse perchè ha una voce stupenda. Qui di seguito vi lascio il video.

Il televoto ha invece favorito chi ha i soldi e può comprarsi intere squadre di call center per inviare milioni di sms, cioè Emanuele Filiberto e Pupo, prima eliminati, poi ripescati e infine secondi a questa edizione del festival. La cosa ha però infastidito orchestra e pubblico, che è praticamente scoppiata in fischia, lanci di spartito e altro, come potete vedere qui di seguito.

Vi lascio alla versione seria della canzone, anche se ne esistono già delle versioni comiche. Vi pregherei di ascoltare accuratamente il testo, perchè c’è il messaggio politico pubblicitario dietro. E questo fa incazzare il doppio.

Vorrei ancora citare il seguente pezzo segnalatomi dal Ventu, che vi consiglio di vedere dal punto 3:30, e che è l’intervento di Elisa con una canzone fuori gare. Ma è un pezzo che merita.

Per finire il post la canzone vincente. Valerio Scanu, “Per tutte le volte che…“.

Stay tuned.

Ma è mai possibile che nel 21esimo secolo uno debba ancora sentire gente a cui mancano le nozioni basilari di porno, night club, sesso o cose così? Cioè, mezzo pianeta si professa ateo e l’altra metà agnostico, poi la gente vive alcune cose come drammi etici, stupidi se ci si pensa, ma li vive così. Non sono mai andato a troie, ma solo perchè ormai se ne trovano solo di colore (non sono razzista, ma non mi piacciono orientali e nere), sono veicoli di malattie e hanno quel fare troppo esperto, troppo calcato, troppo malizioso, inoltre c’è sempre il pericolo del regalino, che a me non piace.
Scelte. Detto questo se uno ci va affari suoi. Non ne farei problema nemmeno per la politica, ma mi dà fastidio che un politico menta sulle troie che si paga, o che rubi soldi per pagarsi le mignotte, e mi infastidisce che per molto meno all’estero si dimetta mezza camera, mezzo governo, e da noi per molto peggio non se ne va nessuno. E’ solo mancanza di fiducia verso chi ci governa, e mancanza di impegno verso il proprio elettorato. Niente di più. Potrei metterci il tradimento, ma anche lì… boh, ci son lati del tradimento che reputo umani, tipo il calo di libido, la monotonia… certo, mentire al proprio partner, creargli una situazione di merda… ci son tante cose negative nel tradimento, se ti stufi del partner mandalo via, vattene, fine della storia, farà male ma almeno si è corretti.
Ma insomma, la gente che non è concreta spesso sbaglia. E spesso vedo la gente cadere sempre sulle solite questioni che ormai han stufato, proprio. Ci sarebbero due esempi, ma ho tempo di parlare solo del più grave. I night, i posticini accoglienti dove le signorine si spogliano e nei privè probabilmente fanno anche di meglio, nel rispetto delle misure di sicurezza.

E qui casca l’asino. Io pago, tu ti spogli in privato, ma se mi viene la “ruzza da campioni” vorrai che, grazie al vil soldo, io possa pagarmi la mia bella prestazione? Cioè, capiamoci, la volta che son stato al Gilda uno di noi è stato gentilmente scelto da una signorina affinchè le infilasse nell’orifizio un dildo, così, a gratis, in mezzo a tutti per 15 euro di biglietto di ingresso. E vuoi dirmi che se pago il doppio in privato e ho i soldi per pagare anche di più, non può comunque succedere nulla? Cioè, capiamoci, il “servizio sega” se non anche il “servizio pompino” è un optional nei centri massaggio (giusto per fare un esempio, guardate questo filmato) e invece nei night club non c’è modo di trombare?
Al che la persona con cui discutevo mi parlava dell’illegalità della cosa. Certo, da un certo punto di vista è più facile essere sotto tiro della polizia in un night che in un centro massaggi, ma anche i proprietari del night sono più preparati. Voglio dire, è una attività lecita, il Gilda2 (di quello si parlava) non è mica un locale fuorilegge. Se sei in un privè è una ti chiava, ma davvero davvero pensi che se facesse irruzione la polizia (ammesso che possa farla se il locale non è illegale) ti troverebbe ancora alla monta? Suvvia, ci sono buttafuori che fungono da guardie ogni 3 metri, se arriva la polizia da che sono entrati l’han già saputo tutti i clienti. Non puoi scappare, ma se non ti trovano alla monta… ritorna il discorso che non è illegale, quindi che ti frega.
Come dicevo alla persona con cui discutevo si vociferava che la nostra star locale, Michelle Ferrari, nel suo agriturismo, per soldi, si facesse chiavare in separata sede. Magari non è vero… o forse sì. Ma chi potrebbe confermarlo? Solo uno che se l’è chiavata. Arrivasse la pula là cosa può fare? Anche la trovasse a scopare, può anche essere la sua nuova fiamma, come dimostri che è prostituzione, oqualcosa comunque di illegale?

Insomma, come diceva il saggio, se vuoi chiavare più sei in una struttura sofisticata, più è difficile dimostrare che stai infrangendo la legge. E poi, di questi tempi ce lo voglio vedere un poliziotto che ti fa una multa perchè ti chiavi una puttana. Basta che la chiami ESCORT e sei salvo.
Ora torno a Genova. A proposito di troie e Genova, qualcuno mi ha passato questo link dicendomi che è strapieno di troiazze localizzate a Genova. Qualcuno controlli!
Stay tuned!

Oggi vi tocca un pò di pubblicità, che a me farà guadagnare un pochino anche se mi rompe le scatole perdere tempo con queste cose. Vi parlo di un servizio che può essere interessante per due gruppi di persone.
Il servizio si chiama Traduzione, o meglio, Translia, ed è appunto un servizio di traduzione. Non ha limite minimo nè massimo di spesa per le traduzioni, nel senso che potete farvi tradurre da una a un milione di parole, quelo che volete. Quindi torna utile anche a chi ha piccole traduzioni da fare. La spesa ovviamente è abbastanza contenuta, qualcosa che va dal centesimo ai venti centesimi a parola, quindi se ci pensate un traduttore modesto per tradurvi, che ne so, un sito web potrebbe metterci solo qualche euro di spesa.
Ma la parte forse più interessante è che una persona con una discreta padronanza di un’altra lingua può iscriversi come traduttore e guadagnare dei soldi dalle traduzioni proposte da e per tutte le lingue. Quindi quello che gli altri pagano, a parte una percentuale che va al servizio, viene rigirato a te. Allo stato attuale il servizio non è ancora partito alla grande, ci son poche traduzioni disponibili, ma se prendese campo, fosse anche solo per le traduzioni a livello studentesco (perchè no? :P), ci sarebbero da fare un pò di soldi. Non tanti, ma contando quanto costa in tempo tradurre, è sempre meglio di un calcio in bocca, no?

Insomma, mi sento di dire che i soldi che ricaverò da questa review se li merita sto sito. E’ una idea carina, che potrebbe prendere. Io sono sempre positivamente colpito dalle buone idee, soprattutto in ambito pseudolavorativo. Mi piaceva Lulù, questo è l’analogo in tema di traduzioni. Andateci a dare una occhiata se ritenete che il servizio possa un giorno interessarvi. Poi ovviamente nonho fatto molta attenzione a tutti i dettagli tecnici, ma diciamo che li lascio al buon gusto del lettore, del cliente o del presunto traduttore.
Essendo un post di pubblicità, soggetto a dei vincoli, non vi lascerò il link al programma di affiliazione. Per quello scriverò un post in seguito. Per oggi direi che è tutto. Stay tuned!

Oggi sto male. Per questo non mi ritengo responsabile di quello che scriverò. Premetto che sto passando un pò di tempo nel tentativo di ridare vita al sito principale (quello di dominio) eliminando quello vecchio, e quindi anche tutti i link alle migliaia di foto. Quello nuovo avrà solo quelle che ritengo essere più interessanti, anche se fortemente ritoccate. Sarà un pò come i miei album su facebook, solo che sul mio sito. Questo perchè avverto come se facebook, il colosso che sembrava essere inscalfibile, sia arrivato ad un punto di rottura. Tale punto di rottura potrebbe essere la nascita di Buzz, su GMail, che non è la stessa cosa, anzi, ha molti difetti, ma il grandissimo pregio di non poter essere filtrato dagli uffici, quindi risulta semplicemente di più facile accesso.
Inoltre ho iniziato a lavorare nella nuova azienda, ma il segreto di stato mi impone di non parlarne troppo, di sicuro di non citare nomi o cose così. Comunque, per farla breve, han fatto una applicazione che fa tutto quello che può essere fatto nel dominio di interesse (cioè nel campo in cui viene usata), ma è lenta e scritta col culo in una maniera tale che c’è da mettersi a piangere ogni volta che c’è da fare qualcosa. Inoltre usando tecnologie Microfott, diciamo che si sono condannati ad avere un sistema già instabile di suo. :) Probabilmente sviluppano molto più velocemente, ma a prezzo di un rallentamento totale per inefficienza dei mezzi. Ma questa comunque è un’altra storia. Comunque per il momento il posto è, dal punto di vista umano, eccellente. Non posso dire quano la gente là dentro sia all’altezza della mia follia, mi sa poco, mi sembra tutta gente che si impone di essere seria, ma è ovviamente ancora troppo presto per dirlo.

Allora, credo che si possa tranquillamente fare una classifica di alcune notizie interessanti della settimana. Ovviamente in base al tempo che mi prenderà discuterne ne citerò un numero variabile (non le solite 10 come sempre). Allora, vediamo…
La prima di tutte è ovviamente la notiziona delle intercettazioni dei due imprenditori che ridevano del terremoto che c’era appena stato all’Aquila. Vorrei premettere una cosa che suonerà subito molto impopolare. Il cinismo in privato secondo me può non avere limiti. Quante volte ho fatto battute cinice in pubblico e privato? Ma non si pensano, in genere, le si fanno come battute. Per citare due esempi, frasi famose come “io non sono razzista, sono solo contrario ai negri” oppure “ma chi è quel negro che fanno vedere tutte le volte quando parlano del nuovo presidente della repubblica americano” all’epoca delle elezioni di Baldrack Obama potrebbero classificarmi come razzista, ma sarebbe un errore. Io sono tollerantissimo, anzi, gli stranieri li adoro, il cinismo e il razzismo che tiro fuori in certe circostanze è solo così, per fare una battuta di cattivo gusto.
Ma sono battute su cose ciniche sì, ma abbastanza “tranquille“. Non su gravi incidenti che han messo in crisi migliaia di persone. Sarebbe come ridere del terremoto ad Haiti. E ammetto che ho trovato particolare la richiesta di invito a Onna per Piscicelli, il tizio che rideva della disgrazia. Secondo me se si presenta a Onna qualcuno che lo lincia, come giustamente si meriterebbe, lo trova. Adesso, io ho visto tante sanguisughe al mondo, ma una cosa così schifosa mi mette un attimo di nausea anche a me.

La seconda notizia riguarda Bertolaso. Bertolaso adesso è nel mirino per intercettazioni che riguarderebbero “massaggi” e “ripassate” in un centro estetico. Tutte le intercettazioni le potete trovare a questo link ma vorrei spendere due paroline. La prima è che tali intercettazioni non mi sembrano molto certe su cosa intendevano. Io non mi sento di sdegnarmi se uno comunque va a troie. Se pensate che gli antichi si inculavano i paggetti… E poi suvvia, le troie sono solo per scaricare i prodotti dei nostri testicoli, mica niente di grave. Poi abbiamo un presidente del consiglio che è il miglior puttaniere del mondo, e ci sdegnamo per Bertolaso?
Tutta altra storia se avesse avuto mazzette o cose così. Ma non so se è il caso. Comunque non posso non citare questa poesia profonda di un tale “Dott. Rizo Psicosomatico Morelli” trovata sul blog di Beppe Grillo. E’ decisamente fantastica.
Bertolaso puttaniere
Con le troie va in cantiere
Se ti crolla giù la stanza
Con le troie va in vacanza
Bertolaso ogni mattina
Benedice la slavina
Benedice anche le frane
Che così lui va a puttane
Se ti crolla la montagna
Bertolaso fotte e magna
E ringrazia i gran coglioni
Che han votato berlusconi

Credo di aver speso abbastanza tempo per questo post, visto che sto male. Per finire solo un paio di cose. Se volete flasharvi come se vi foste appena drogati provate ad andare qui e a muovere il mouse sulla pagina. C’è da farsi del male al cervello. E poi volevo lasciarvi un filmato che ho già diffuso su Facebook.


Cioè, ma vi rendete conto del servizio che ha fatto quest’uomo? Della voce che ha usato, delle parole… un genio! E solo se stesso può battere se stesso, infatti eccovi qua un altro suo filmato.

Per oggi è tutto, stay tuned!

Vi siete mai chiesti cosa fareste se foste Dio? Stile “una settimana da Dio” ma senza “una settimana da“. Un giorno vi svegliate, avete sonno ma è tardi, schioccate le dita e il tempo si ferma e potete dormire ad oltranza. Dio. Con set “il piccolo lanciatore di miracoli” incluso. In fondo non sarebbe male, vero? Ma senza strafare, poter avere tutte quelle piccole cose che uno invece nella vita non ha, poter dare libero sfogo alla fantasia. Ti svegli il lunedì mattina e fai il miracolo che torna sabato. Insomma, ho reso l’idea?
Se ne parlava qualche giorno fa coi miei ex colleghi: una buona applicazione è la rivergination. Vai da un troione, le smolli 50 euro dicendo che son fin troppe per quel traforo senza attrito che si ritrova e poi SBAM gliela chiudi con un miracolo come quando Dio ha richiusoil mar Rosso. Vuoi mettere? La rivergination è il miracolo numero 1. Ci puoi anche aprire uno studio privato: “Da Dio, il tappo da stappare!“. Ed eccoti straricco!!! Alla fine è strano come il maschietto si appaghi con poco, son dell’idea che non conti nulla quel pregio, ma sai, se becchi un troione navigato allora fa la differenza.
Oppure seduci una ragazza e scopri, la prima sera che siete in intimità, che la zozza ti ha sempre fregato mettendosi super push up da guerra di trincea all’ultimo sangue, e in realtà è piatta come una tavola da surf. E anche lì, la vedi, inorridisci e SBAM le fai venir fuori una sesta da assalto, tante di quelle tette che il cambio di peso la renderanno storta in giorni 3. Fai quello che devi fare e dopo tre giorni, quando ormai è curva come un sollevatore di pesi che non è mai riuscito a staccare da terra i manubri, come una vigna storta, SBAM e la fai tornare piatta, anzi, un pochino scavata e la molli con sdegno, per vendetta.

Insomma, uno potrebbe fare cose mirabolanti. Arrivare a Genova Sestri Ponente e trovare parcheggio a qualsiasi ora del giorno e della notte. Andare in palestra solo per essere allenato la mattina a picchiare le donne che si accalcano davanti al suo portone solo perchè esigono essere trombate. Creare una donna intelligente (NB: non che non ce ne siano, badate bene, ma crearla vuol dire essere sicuro che quella creata la sia). Vincere al Win For Life per poi non ritirare la vincita. Insomma, sei Dio, puoi tutto. E voi vi siete mai chiesti cosa fareste se foste Dio?
Ma poi vuoi mettere? Potreste evocare tanta di quella carne da poterci invitare Buddha a fare una grigliata, e poi mentre rantola per terra con la pancia piena prenderlo a forchettate per farlo rotolare e farlo sudare così tanto da diventare unto. Sono soddisfazioni. Oppure potreste bestemmiare fortissimo, tanto vi ci voglio vedere davanti a San Pietro a essere esclusi dal paradiso, anche se lì si infrangerebbe un Dogma come nell’omonimo film (”Dogma” appunto). Ce ne son tante di cose che una persona potrebbe desiderare e che non han prezzo… per tutto il resto c’è Mastercard, e se sei Dio diciamo che hai una Mastercard da un pò di soldi.
Insomma, domandatevi e rispondete. Cosa partorirebbe la vostra mente malata se foste Dio?

Ora vi lascio che domani è il primo giorno nella nuova azienda e devo essere bello fresco.
Stay tuned.

Better to reign in Siemens than to serve in Elsag…
the problem is that I’ll serve in Siemens

– Milton, “Elsag Lost

Venerdì ultima giornata nell’azienda per cui lavoravo. Per “festeggiare” (non è che ci fosse molto da festeggiare, ma un pò di casino finale andava ben fatto, non credete?) ho portato due Kg di focaccia, presa dalla focacceria “Au Tappe” (siccome è buona, è giusto farci pubblicità) di Sestri Ponente. Due KG per una quindicina di persone ho scoperto essere TROPPA focaccia per tutti, l’abbiamo finita in tardo pomeriggio, ma a me usciva anche dal culo, ormai (non che me la facessi addosso eh).
Col tempo ammetto che avevo apprezzato il gruppo di colleghi. Anche se qualcuno ti avrebbe sgozzato per una ragazza, oppure avrebbe venduto l’anima per far bella figura al tuo posto, oppure avrebbe venduto i propri famigliari per due euro (questo principalmente un solo personaggio… per ora direi che non riscontro molto il pregiudizio secondo cui i genovesi sono tirchi: qualcuno sì, ma alla fine mi sembra che sia come altrove… solo che magari qui a Genova alcune cose costano pure sproporzionatamente di più). Alla fine della storia (ma non è ancora finita, in realtà) molte delle cose dette rimangono, ma alcune andrebbero rilette.
Non capirò comunque mai i genovesi. Troppo irrazionali. Ma aumentano le speranze di trovare anche gente normale qui in mezzo. O meglio, gente strana, ma non strana a sta maniera. Meglio uno che tenta di farti passare per scemo ma a viso aperto che uno (o un gruppo?) che ti chiama e ti considera solo quando non ci sono ragazze. Anche se nell’immensità di tutti i problemi che una persona può avere, questa è poca cosa.

Adesso vi lascio alcuni filmati incredibili, già condivisi su facebook. Il primo è un video geniale di una canzone altrettanto geniale.

Poi un pò del Nido del Cuculo. Questo forse è un pezzo vecchio che avevo già messo, ma che ti debbo dì, non ricordo, quindi voilà, eccolo (di nuovo, ner caso).

Ancora nido del cuculo. Questo lo metto perchè recentemente ho visto Shining di nuovo.

Wow, si è fatto tardi. Ora di andare. Stay tuned!

Il commento di Airin allo scorso post mi spinge a replicare una considerazione che feci tempo addietro ma che ormai, persa nella memoria dei lettori più antichi e mai esistita in quella dei più moderni, è meglio replicare. Intanto però permettetemi di fare un pò di pubblicità al blog di Airin, perchè è in nascita, quindi probabilmente ci metterà un pò a guadagnarsi uno “stile” (scrivere in un blog non è come scrivere da nessun’altra parte, anche se il post “4 anni” ha già un pò lo stile da blogger) e nel suo piccolo attuale è molto femminile. Quindi aspetto qualche tempo per vedere se mi piacerà e se il suo stile sarà adatto a questo blog, nel qual caso la segnalerò nella blogroll (questo vorrebbe dire averne di nuovo una… volevo evitarlo dopo le discussioni con una persona, ma non tutte le persone al mondo sono schizzofreniche e malate, quindi forse è l’ora di rinnovare la rete di connessioni).
Comunque dicevo: considerazioni. Trovo nel suo darmi ragione (vedi commenti al post precedente) e nel suo essere mezzosangue genovese un’altra prova della follia di questa popolazione. Io non so se Airin è un genio, ma non è la prima che approva l’idea che la mentalità di questi autoctoni sia completamente sbagliata. E’ pazzesco, perchè alla fine del primo round in questa città, mi ritrovo con persone che sanno essere buoni compagni, e quindi buoni amici, ma sono “atipici”, gente che ha avuto contatti col mondo che c’è dietro al muro di Genova, quel muro illusiorio che divide il capoluogo di provincia dal resto del mondo. Io mi rendo conto che è nell’illogicità della gente che trovo la massima fonte di incazzatura. Uno ti sta simpatico? Non lo caghi. Ti diverte? Lo snobbi. Eh no cazzo, poi ovvio che divento rancoroso verso la categoria. Io sono chiassone e cazzaro, non mi offendo mai, non dò peso a chi non conta un cazzo ma non posso essere snobbato se questo mio modo di essere ti piace. Nel senso, se mi snobbi è perchè o ti senti superiore o ti sto sul cazzo, non perchè non ti ci sto, ma è usanza non dare confidenza agli estranei.
Io di genovesi classici non ne conosco moltissimi, quelli che dici sono tirchi, lesinano su tutto etc etc. Ma l’essere sospettosi di tutti credo derivi proprio da questo: il credere che se uno cerca di avvicinarti senza seguire un protocollo firmato dall’ente genovese, allora probabilmente ti vuole fottere. Per me l’essere chiuso è un retaggio di un modo di fare che in parte si è tentato di eliminare, e che forse è anche stato eliminato, ma che rimane come macchia. Il fare stronzo della gente del posto deriva da quello.

Ma l’illogicità non è solo una “cosa da genovesi“. Purtroppo è anche un vizietto da ragazze. Parto citando il famoso vocabolario della donna, esempio riconosciuto valido dell’illogicità delle donne, scritto nel pieno rispetto di quelle norme che fanno sembrare una cosa simpatica anche quando nasconde una atroce verità.
Una volta, una passante, mi disse che “a volte bisogna perdonare le ragazze perchè ’sono così’“. Infatti non me la prendo mai alla prima cosa che mi viene fatta. Anzi, diciamo che in molti possono testimoniare quanto sia semplice non farmi incazzare. Ma la femmina è subdola: se la tratti senza troppo interesse si comporta a modino, quando inizi a trattarla meglio passa in modalità “allora adesso quello che penso io è sempre giusto“. No, questa è una cagata!
Se uno dice una cosa giusta, o un parere personale, allora ben venga. Anche il mio blog è pieno di scuse a gente che probabilmente nemmeno se le meritava. Ma se pretendi di avere ragione quando hai torto, senza difenderti, senza giudizio, senza motivazione… ecco, è lì che mi incazzo. E devo valutare che negli ultimi due anni questa cosa è successa più volte (più di tre), e tutte le volte con persone che in quel periodo avevano preteso (e ottenuto… non sia mai che io faccia lo scontroso) una maggiore attenzione (e sottolineo: attenzione; non sto parlando del classico caso in cui il maschietto si fa mettere il guinzaglio e quindi DEVE sopportare tutto, ma di semplici amicizie).

Io sono una delle persone più accomodanti di tutto il mondo. Se una persona cerca amicizia, ben venga. Se un genovese è aperto, simpatico, divertente, ben venga. Ne ho trovati almeno una decina nell’azienda in cui finirò di lavorare la prossima settimana. Ne ho trovata una al mio corso di spagnolo, che è esattamente quello che io definisco “un genio del male“, perchè è al mio livello di battute, e le lezioni sono immensamente divertenti con lei, ne ho trovate almeno cinque nell’azienda per cui lavoro. Nel senso, esistono anche le persone interessanti. Ma l’unico requisito è la logicità delle azioni.
Che purtroppo però… spesso manca!
Stay tuned!

Le arance

Posted by: Il Maestro in I doni della Rete, Perle di saggezza 2 Comments »

Ma viene siete mai accorti? Cioè, dico, le arance hanno proprietà nascoste. Non voglio fare un post salutista, anzi, io sono per i vizi come la paffera, l’impepata di nutella, il coito violento, il cunnilinguus da più di 30 minuti e l’elicottero con l’uccello dopo la doccia, come ben sapete. Ma oggi ho dovuto ricredermi sulle arance, su una loro proprietà che è inspiegabilmente tenuta nascosta da tutti.
Quando ho scoperto questa proprietà ho anche capito il perchè del suo essere tenuta nascosta: le grandi multinazionali delle bevande gassate fallirebbero, se si sapesse una cosa come questa. Sarebbero spacciate, finite. Ci pensate a quello che questa mia rivelazione può causare? Sarebbe la fine dell’economia così come la conosciamo.
Premetto che una arancia sola non ha questa proprietà, a me ne servono 4 o 5 belle sugose per ottenere questi risultati. Oggi ne ho mangiate quel numero prima di vederne l’effetto, un effetto devastante e immediato, un’arma che potrebbe anche salvarvi la vita. Come possa, ve lo spiegherò dopo.

Tutti sappiamo che le arance, e gli agrumi in generale, fermentano. Una arancia o due arance quindi non dan grossi problemi, ma se aumentiamo la dose… ebbene, ero lì che stavo mangiando quando suddenly la mia pancia si è collegata agli inferi di punto in bianco, così, senza preavviso. Ho sparato uno dei più colossali rutti che abbia mai sentito, una cosa devastante, è andata bene che non ho iniziato a sgattinare come nella famosa scena dell’esorcista.
Così ho subito pensato a cosa sarebbe successo se fossi stato nella situazione in cui, in un vicolo buio, un ladro ti punta un coltello alla gola e ti dice di dargli tutti i soldi. Tu gli spari un rutto selvaggio che, come minimo, attira qualche passante, ma poi, oltre a spaventarlo, lo spiazza psicologicamente. Secondo me 9 su 10 si dà alla fuga. Anche se io lo dico sempre: “Non datevi alla fuga, datevi alla figa!!!“. Sicuramente dà più soddisfazioni.
Insomma, le arance fan bene, ma fan ruttare come diavoli dell’inferno. E di questo ne siamo felici.

Per oggi ho deciso che va bene così. Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma per il momento è prematuro. Solo una cosa devo segnalarvi. So di per certo che in mezzo a voi lettori si nascondono dei puritani del cazzo, delle santerelline finte o delle ipocrite vere. Questo video è per voi, segnalatomi dal Ventu:

Stay tuned!

Apriamo con la notizia della settimana. La notizia della settimana che riguarda me, non quella in generale. Diciamo che la mia vita non può essere paragonata alle mille vicende che avvengono nel mondo in una settimana, altrimenti dovrei anzi parlare del ritrovamento del ragazzo sotto le macerie ad Haiti o cose così. Invece parlo della mia vita, perchè il periodo in cui ho parlato di attualità è stato il più nero del mio blog: la gente ha esplicitamente dichiarato di poter leggere un giornale se voleva essere informato di cose reali, ma se viene sul mio blog è per leggere di cose “diverse“. E come dargli torto!
La novità è che lascerò l’azienda per cui sto facendo consulenza, non quella che mi paga, ma quella che paga la mia azienda per il mio lavoro. E’ un pò una scassatura di minchia, perchè ovviamente mi ero preso la casa bella vicina. Ma dopo un periodo di assunzioni sfrenate e di mucche grasse, terminato a metà novembre, è arrivato ordine dall’alto di tenere solo chi strettamente necessario così mi son salvato alla prima mandata (fine dicembre) ma sono stato scartato adesso, alla seconda. Era nell’aria, e non è nulla di grave, se non per le POCHE persone interessanti che perderò (quelle 6 o 7) che però, nel senso, non muoiono ma continuano a vivere nella mia stessa città (c’è un forse…), e per la casa, appunto, che non sarà più a 12 minuti a piedi dal posto di lavoro. Ora i miei superiori mi riallocheranno da qualche altro cliente. E così inizia il calciomercato.
Le possibilità sono principalmente due: una grande azienda che ha una sede a Genova e per cui lavorano tanti colleghi (non posso far nomi), oppure una azienda più piccola. Poi ieri, al meeting aziendale, la mia amica / collega fiorentina ha fatto un exploit col capo segnalandogli che cercano anche nell’azienda in cui lavora anche lei, quindi si è aperta la possibilità di trasferimento a Firenze (a cui ho rilanciato, dicendo che va bene anche cambiare città per QUALSIASI altro posto). Firenze sarebbe socialmente una città decisamente migliore, è sul lavorativamente che, a parlare con la mia amica, ho avuto un pò di sentore che le cose si possano mettere male. Sembra non lavorino con cose “interessanti“, ma anzi che sia tutto lasciato all’iniziativa del singolo. Questo potrebbe anche essere un bene, se uno si sbatte a formarsi da solo, ma il confronto è l’anima della crescita. Comunque mai fasciarsi la testa prima del tempo, tanto si vedrà nei prossimi giorni.

Ed è proprio lo slancio di questa mia amica che mi ha indotto a meditare. No perchè poi mi si tappa la vena quando devo fare un confronto tra gente di Genova e gente del resto del mondo. Come sempre premetto che ci sono i casi ottimi anche a Genova, ma stanno nello stesso rapporto con cui dalle altre parti stanno i casi anomali. E non posso non notare che 9 ragazze su 10 che incontro e che mi “piacciono” (a livello di simpatia, intendo) a Genova non sono nate da quelle parti, o non ci han vissuto abbastanza. Quello che mi sembra di avere capito dall’esperienza diretta mista alle testimonianze altrui è che il comportamento medio della gente autoctona segue uno schema decisamente diverso. Nel senso: nel mondo le ragazze cercano di divertirsi. Lo cantava anche Cindy Lauper (”Girls Just Want To Have Fun“), 27 anni fa! Quindi in genere funziona che quando trovano qualcosa o qualcuno che aumenta il grado di divertimento, se lo tirano il più possibile appresso. A Genova no.
A Genova la storia va così: il primo gruppo in cui ti trovi decentemente nel momento in cui stai vivendo è chiuso a qualsiasi nuovo acquisto. Ognuno vive in un gruppo blindato, in cui entrare e uscire è cosa che richiede… boh… una iniziazione probabilmente, un patto di sangue. Esistono già due o tre casi, in 9 mesi, in cui ragazze decisamente molto felici della mia presenza mi abbiano rifiutato qualsiasi tentativo di aggregarmi a loro, al loro gruppo, non direttamente magari, ma facendo morire ogni iniziativa. Ma Cristo e Gesù, è come durante l’assedio alla Rocca di Bertinoro: torinesi, romani e soprattutto fiorentine che mi assecondavano e si divertivano con me (e con gli altri, sia chiaro), genovesi che ripudiavano tutti e avvizzivano nello stesso gruppo. Han visto più cose di noi eh, perchè poi se non vuoi rimanere indietro devi accettare quel qualcosa deciso da una delle poche menti del gruppo, quindi è facile accordarsi, ma insomma, sono arrivati in 10 e sono andati via in 10.
Cioè, mai e poi mai tipuoi aspettare una uscita del tipo “Oh, l’azienda per cui lavoriamo sta cercando gente, perchè non lo mandi da noi IN UN’ALTRA CITTA’?” da una genovese. Chiaro che ci possono essere mille motivi per non fare spostare una persona, ma è proprio il concetto che cambia: fare gruppo da una parte (tutto il mondo), mantenere il solito gruppo senza variazioni dall’altra (Genova).

Qualcuno mi dice che i torinesi sono come i genovesi. E io rispondo “Un cazzo!“. Io ho visto due ambienti a Torino: la pseudobanca dove abbiamo lavorato un anno, dove ALMENO una volta a settimana si mangiava tutti assieme, si sparava cazzate assieme e comunque con chiunque entravi in contatto si cercava di fare gruppo, persino con gli utenti finali: ricordo che c’era l’ufficio delle ragazze con cui alla fine eravamo entrati in ottimi rapporti, al punto che ogni tanto ci si beccava per strada o in giro e si chiaccherava senza problemi.
L’altro ambiente era quello della sede. In due mesi avevamo fatto gruppo compatto anche lì con le ragazze del gruppo Service: si andava a mangiare a pranzo tutti assieme, si facevano le pause caffè, periodicamente si portavano dolci, vino, dolcetti e cazzate e a proposito di cazzate, se ne sparavano a fiumi.
Questa, che ritengo essere la normalità, ora mi sembra solo un lontano ricordo. E invece è un esempio sempre vivo di come dovrebbe essere un posto di lavoro. E di come non posso nemmeno sperare che lo diventerà mai a Genova.

Per finire un filmato segnalato da Toracca su facebook di un coglione di pescatore circondato da altri coglioni:

Stay tuned!