La vacanza dei nostri eroi in Croazia - 11-20 agosto 2006
Quella che segue è una storia fatta di
GRAVI MANCANZE DI RISPETTO, tonni assassini, faraoni e piaghe, e tragiche congiure. In pratica questa è stata una comune
vacanza in Croazia, solo vissuta da 4 eroi: il portantino Flavio, alias
John Smith, lo schiavo Francesco, alias
Stu o Sturlo, me medesimo alias
Paolo Rossi e il faraone Tango, alias
Mario Rossi.
Lasciate che ve la racconti, in modo che voi possiate trasmetterla ai vostri figli, e loro ai propri, così da divenire leggenda...
Croazia 2006
13 agosto 2006 - 13.07 - Secondo appartamento
La conquista della Croazia è iniziata l'11 agosto alle 21. Partenza da casa del Maestro, alias Paolo Rossi. Caricare la sua valigia si prospettava già una impresa: un carico della Madonna solo per passare 7/8 schifosissimi giorni.
La macchina, una Opel Astra, era abbastanza capiente. Il più saggio, l'agente Stu, si era portato dietro il minimo indispensabile. Comunque il viaggio è iniziato abbastanza bene, se non fosse che Mario Rossi, nostro futuro faraone, a 20 minuti dall'inizio necessitò già di una fermata all'autogrill per espletare alcune faraoniche necessità. Qui acquistammo anche i generi di prima necessità (salatini, ma anche acqua e altre schifezze) per trascorrere il tempo durante il viaggio di andata.
Per il resto facemmo tutta una tirata rimanendo tutti abbastanza vigili almeno fino al confine con la Slovenia. Qui la fila era vagamente lunga: più di 2 ore di attesa per varcare il primo confine, e poi via, dritti verso la Croazia. A Fiume (Rijeka) c'è stato il cambio del guidatore, e il faraonico si è messo al volante. Ovviamente non potevamo essere fortunati fin dall'inizio, infatti sulla Croazia, e anche su Hvar, sabato e domenica erano previste perturbazioni.
Dopo il confine, superato verso le 2-3 del mattino, in effetti il tempo è iniziato a peggiorare palesemente, con nebbia, pioggia e vento fortissimo. Per immortalare il momento sono state fatte delle foto.















Il viaggio è durato parecchio, circa 6 ore, anche se il tempo è passato abbastanza velocemente visto che io ho dormito. Verso le 10 comunque eravamo vicini a Spalato (Split). Qui ci siamo fermati in un bar per necessità.
Il paesaggio era bello, così ho fatto alcune foto.




Arrivati a Spalato abbiamo preso i biglietti per il traghetto e, avendo ancora delle ore da aspettare visto che il traghetto partiva alle 15 ed erano le 11-11.30, ci siamo fatti un giretto turistico per Spalato.
Qui abbiamo potuto vedere la città e il palazzo di Diocleziano. Era tutto esteticamente bello.















Fatto un giretto per Spalato siamo tornati in zona traghetti. Lì vicino c'era una serie di banchetti e li abbiamo girati prima tutti assieme, e poi solo io e Stu, che avevamo intenzione di imparare il maggior numero di vocaboli della lingua croata. Sono state memorabili le scene con due ragazze giovani di un banchetto e il mio tentativo di far chiedere allo Sturlo una scheda telefonica parlando in croato ad un edicolante.
Abbiamo tentato di vedere se le PostePay funzionavano al bancomat, ma non c'è stato modo di avere il saldo del conto. Poi, mentre girovagavamo, è arrivata la chiamata di Bfu, preoccupato che ci lasciassero a terra visto che lui e Tocci erano già saliti sul traghetto con la macchina. Erano comunque le 14.20, saremmo partiti circa 40 minuti dopo. Tuttavia siamo saliti e abbiamo atteso con gli altri.







































Arrivati a Hvar siamo andati in cerca del nostro appartamento. Lì abbiamo scoperto che sarebbe stato libero dal giorno dopo e che quindi saremmo stati ospitati in 2 appartamenti diversi per quella sera. Le coppie furono io e Mario Rossi e John Smith e Sturlo.
La sera giretto per Hvar City. Abbiamo mangiato abbastanza tardi dal Marinero, un ristorante di Hvar ottimo sia perchè tutto costa pochissimo (è il meno caro che abbiamo trovato) sia perchè le porzioni sono esageratamente abbondanti. La spesa media era di 120 kune a testa (il cambio si aggira sui 7.05 kune a euro) ma due piatti interi io non sono riuscito a mangiarli, e se contate che era roba di pesce capirete bene che era una miseria.






Abbiamo finito di mangiare abbastanza tardi e, stanchi per il viaggio, ci siamo ritirati verso casa. Abbiamo dovuto camminare 20 minuti buoni per arrivare a casa, e gli ultimi tratti di strada erano odiosi perchè tutti in salita. Il faraone ha subito piazzato una legge ferrea sull'uso della macchina: allo Stu era negata ogni guida e comunque
non si poteva prendere la macchina per andare in città, perchè era una "inutile perdita di soldi" sia per la benzina che per il parcheggio a pagamento (che però ti permetteva di mettere la macchina a 10 metri dalla piazza principale).
A casa abbiamo dormito. Personalmente il sonno è stato un pò travagliato: mi son svegliato 2-3 volte durante la notte. Alle 9 del mattino io e il faraone ci siamo svegliati e, dopo esserci rigirati un pò a letto, ci siamo alzati e siamo andati in un supermarket vicino casa a fare la spesa per la colazione, e qui, per la prima volta, abbiamo preso la "
pasta della morte", una sorta di strudel appiattito fatto con una pasta sfoglia sottile e una marmellata di non si sa cosa, buono ma pesante come un frammento di buco nero.
Finita la colazione ci siamo accorti che, oltre a mancarci lo zucchero che ci ha prestato la nostra vicina carina, ci mancava la roba per lavare i piatti. Così il faraone e lo Sturlaser sono ripartiti per andare al supermarket. Io e John siamo rimasti nell'appartamento mio e del faraone.




Una volta ritornati i due abbiamo dato una pulita a tutto e abbiamo abbandonato la casa per andare nell'appartamento che ci spettava. Un appartamento molto accogliente con 2 camere da letto, 2 bagni, una cucina e due terrazzi.
13 agosto 2006 - 18.30
Ovviamente nel periodo della vacanza c'erano gli europei di atletica, così lo Stu si è fermato fino a tardi a vedere alcune competizioni. Sta di fatto che tra tutto non siamo usciti di casa prima delle 14.20. La meta del nostro viaggio era
Stari Grad, l'altra città più grossa dell'isola Hvar.
Il giretto turistico della parte vecchia della città è piaciuto molto a tutti, anche se ovviamente la zona più trafficata era quella vicino al mare. Facendo un giretto la nostra attenzione si è soffermata su una croce che spiccava su una collinetta. L'idea di raggiungere quel
santuario ci ha subito colpiti tutti. Ma è stato il faraone a incaponirsi di più. Lui, divinità in terra, aveva bisogno di vedere quale altra divinità veniva venerata in queste terre al di fuori di se stesso e Amon-Ra.
Abbiamo comunque finito prima di visitare Stari Grad.























Presa la macchina ci siamo diretti verso il santuario. Arrivati più o meno in zona era evidente che non potevamo raggiungerlo con la macchina. Il faraone ha zittito le prime lamentele della gente che non voleva camminare ordinando di salire o promettendo la morte dei primogeniti, così alla fine ci siamo decisi tutti. Lasciata la macchina, dopo 3 minuti di strada l'agente Smith si è ricordato di aver lasciato nella macchina, in bella mostra, il cellulare. Con insulti da parte di tutti (lo Stu ci aveva spiegato che qui in Croazia la gente non ruba niente... al limite prende le cose degli altri solo se STRETTAMENTE NECESSARIE... questa convinzione, assieme a quella che su Hvar non ci fosse polizia e che le leggi nazionali fossero solo una che suonava come "Legge n.1 Fate le cose a modino" erano le 3 convinzioni che durante il soggiorno abbiamo perso).
Nonostante fosse chiaramente una bella camminata, il faraone ci convinse con le sue incredibili doti carismatiche ("e non rompete il cazzo, sono due passi") che ci avremmo messo poco a raggiungere il santuario. Io ho fotografato tutto il cammino, più o meno, sia all'andata che al ritorno. Il paesaggio durante il cammino era eccezionale.






































































Arrivati al Santuario la vista era incredibile e infatti abbiamo fatto anche un bel pò di foto. Inoltre il posto aveva un suo fascino, che noi in maniera molto blasfema abbiamo utilizzato per foto a cazzo.
Stari Grad da lassù si vedeva tutta, anche il campo da calcio.






















Visitato il Santuario siamo scesi. Il tempo non era dei migliori, e stava peggiorando velocemente. Siamo saliti in macchina e ci siamo diretti verso Hvar, e durante il viaggio (una mezz'ora), ci ha colto il diluvio. Raffiche di vento spropositate con auto che rischiavano di cadere.
Addirittura in mezzo alla strada abbiamo beccato un albero caduto. Dopo ci siamo fermati in una zona vicina al mare e anche lì c'era un albero che stava per precipitare in mezzo alla strada. Ho provato a fotografare il possibile, ma dalla macchina e coi vetri bagnati dalla pioggia l'impresa era impossibile.
Tra l'altro avevo aperto la portiera ad un certo punto e una raffica di vento ha rischiato di spaccarmi la faccia chiudendomi la portiera addosso.












Il resto della giornata si è concluso con il cazzeggio in casa. Questo perchè
il nostro faraone ha decretato che la vita dell'autoctono medio sull'isola era del tipo: sveglia la mattina abbastanza presto, mare fino al pomeriggio alle 18, happy our con after beach party, a mangiare tardi verso le 23 e poi pub fino alle 2 del mattino e Veneranda (un locale con pista da ballo) fino alle 6.
Per questo motivo la sera, quando tornavamo a casa, tutti noi
dovevamo aspettare le 23 prima di poter uscire a mangiare. Io la prima sera ho passato questo tempo a farmi fare foto del cavolo.





15 agosto 2006 - 19.02
Il resto della serata del 13 è passato in questo modo: dopo aver mangiato in un ristorante il cui proprietario ci ha agganciato e convinto a fermarci a mangiare da lui mentre passavamo, siamo andati in giro per Hvar. Durante il giro io e il faraone abbiamo deciso di entrare in un pub a vedere come era. Mentre guardavamo sono entrati anche Stu e John Smith che, credendo che volessimo fermarci, si sono seduti e hanno ordinato.
Questa
GRAVE MANCANZA DI RISPETTO doveva essere punita, così il faraone ha decretato di andarcene. John non sopportava il fumo (e in Croazia non c'è il proibizionismo, forse dovremo mandare là Sirchia) e io avevo voglia di stare in giro, ma mi dispiaceva abbandonare il povero agente Stu. Così sono andato a dirgli che noi volevamo andarcene, e quando lo Stu ha obiettato sono uscito fuori e ne ho parlato con gli altri. Il faraone ha decretato di abbandonare lo schiavo insubordinato senza dirgli altro, ma Flavio ha deciso di andare a dirgli che stavamo andandocene. Così Sturlo ha dovuto abbandonare il suo cocktail a metà per poterci seguire.
Dopo una passeggiata con qualche rimostranza zittita col sangue da parte del faraone siamo finiti al Veneranda: un posto pieno di figa, divertente e con molta gente,
forse per questo non ci abbiamo messo più piede nei giorni dopo. Qui devo ringraziare lo Stu che, dopo ore che cercavo di convincere qualcuno a seguirmi sulla pista, ha deciso di venire. Beh, comunque la serata sarebbe stata carina, anche se Bfu non ha gradito molto, e verso le 3 se ne è andato da solo.
La mattina dopo sveglia verso le 9, il faraone è andato a fare la spesa, così abbiamo fatto colazione coi cornetti al cioccolato. Io mi son cuccato la prima e unica tazza di latte caldo col cacao. Dopo la colazione siamo andati al mare a Hvar, girando come sempre delle ore.
Il faraone, essendosi dimenticato l'attrezzatura da mare (maschera e pinne) voleva farci tornare tutti a casa, ma
per la prima volta la ribellione ha avuto effetto, e anche se poi ha fatto mille storie per trovare il posto, alla fine non siamo dovuti rientrare.












Da notare come Bfu si sia fatto sempre riconoscere come Italiano: non ha fatto a meno della sdraio nè del materassino da mare! :p Comunque abbiamo fatto tutti il bagno con nuotata, un pò di foto a sgamo e... beh, le solite cose.
Al rientro siamo passati dalla città: qui io ho preso la scheda della VipME, e io, il faraone e John ci siamo comprati le scarpine con la suola di gomma per starci sulle spiagge di sassi e tutti abbiamo comprato le cartoline da inviare.
Poi siamo tornati a casa, e qui ci siamo giocati l'unica mangiata a casa: Flavio ha preparato i tortiglioni al sugo di mia mamma. Di secondo roba varia, ed è qui che lo Stu ha provato il leggendario
Tonno Tailandese. Lo avevamo comprato al supermarket perchè il tonno RioMare costava 13 kune, quello vietnamita 4,99 kune. Questo invece costava 3,99 kune. L'aspetto era racapricciante, il gusto, a detta di Sturlese, era buono. Avevamo pianificato tutta una strategia per governare il mondo col tonno tailandese, importandolo, quando, il giorno dopo, lo hanno tolto dal mercato!
Il faraone Tango si è poi mezzo abbioccato, ma quando è iniziata ad essere l'ora giusta si è ripreso ed è uscito con noi. Fuori abbiamo cercato una cintura che lo Stu voleva comprarsi (gli cadevano i pantaloni e non se l'era portata da casa) e poi siamo finiti in un pub nella piazza del ristorante del tizio che ci ha accalappiati, dove ho bevuto un ottimo cocktail chiamato "Zombi", misto di 3 rum e altre cose alcoliche.
Dopo, abbastanza distrutti e io mezzo rincoglionito dall'alcool, siamo tornati a casa e abbiamo dormito.
Il 15 è iniziato male: alle 9 diluviava così forte che sembrava giunto il momento di comprare l'arca per salvarsi. Dopo un'oretta però è tornato il sole. Intanto noi abbiamo fatto colazione con biscotti croati, pane croato, latte croato, marmellata e caffè. Sentivamo la necessità di farci delle foto, e io dovevo immortalare lo Stu col tonno tailandese.





Poi siamo partiti per andare al mare in un punto tra Hvar e Stari Grad, dove ci eravamo fermati anche il giorno che era caduto l'albero. La scarpinata dalla strada al mare, molto più in basso, è stata accusata soprattutto al ritorno, quando cioè è stata fatta in salita. Questa volta, con Bfu sempre volenteroso di mangiare, ci eravamo armati di panini.
In questa giornata mi sono concesso anche io di fare l'Italiano squallido col lettino di Flavio.



















Siamo rientrati a casa che erano le 18.30.
17 agosto 2006 - 11.19
Il Tango ha dormito come sempre fino alle 22, quindi siamo usciti alle 23. Prima però ci siamo fatti le uniche foto di gruppo.


Abbiamo cercato un ristorantino per la cena di ferragosto, ma erano tutti strapieni (il 95% della gente era Italiana, qui). Alla fine, dopo ORE che stavamo guardando al ristorante meno caro, il faraone, che come sempre era quello che bocciava tutti i posti perchè avevano qualcosa che non piaceva al suo faraonico e dispotico giudizio, ha decretato di buttarci a caso su un ristorante, beccando OVVIAMENTE
uno dei più cari dell'isola.
Il cibo e il servizio era buono, ma abbiamo speso abbastanza (circa 30 euro, quasi 200 kune... qui sarebbero poche, ma là...). Dopo solito giretto, solita bevuta e rientro a casa verso l'una, che il Tango aveva il cagarone, alle due eravamo a letto.
Il 16 avevamo deciso di andare a vedere un'altra isola. Ci siamo svegliati alle 9, ci siamo preparati, abbiamo fatto colazione coi cornetti comprati dal Tango dalla panettiera che ingazzurriva il tiranno e poi il nostro previdente faraone ci ha fatto correre, alle 10.20 (sapevamo che le barche partivano per l'isola dalle 11 alle 14, solo che LUI era convinto che ce ne fossero DUE, una alle 11 e l'altra alle 14) e con 20 minuti di strada per arrivare al centro di Hvar dove c'erano le barche, er prendere la barca. OVVIO che siamo arrivati là alle 10.30, stanchi morti, con mezz'ora di anticipo, PER PRIMI. C'era una flotta di navi pronta a partire, così abbiamo dovuto aspettare mezz'ora per niente.
Ci siamo imbarcati comunque sulla barca che ci avrebbe portato sull'isola Palmizana. Vicino a noi due siciliane, carine, che hanno intavolato discorso col Tango, ammaliate dalla sua faraonica presenza.















Ovviamente, nonostante queste tizie ci abbiano seguito anche scesi dalla barca e abbiano sfidato uno sciame di vespe, noi
abbiamo preferito abbandonarle per metterci in un posto esteticamente bello che non
stare con loro. Veramente io ho provato a buttar lì un "ma non potevamo agganciarci a loro?" ma mi è stato risposto un "sono fighette, figurati se stanno a camminare fino a qui..." a cui avrei risposto con un "e non potevamo fermarci noi là?" se non fosse che ovviamente la domanda, per quanto banale, avrebbe portato alla crocefissione mia e di tutta la mia famiglia.
Il mare era comunque eccezionale. La costa era formata da una scogliera fatta a terrazze che scendeva fino al mare. C'erano un mucchio di barche lì intorno, e dove ci siamo messi noi presto son giunti altri ragazzi (3-5 ragazze e un ragazzo). Ho parlottato un minimo con loro, abbiamo fatto (io e il Tango) qualche foto a sgamo e io anche qualche foto subacquea. Flavio non ha resistito alla voglia di farsi riconoscere come Italiano e ha usato ancora il lettino :p.





































Al ritorno, alle 17, siamo saliti su una barca affollatissima. Il tizio che la guidava era specializzato nella guida coi piedi. Lo Stu, come sempre, si è abbioccato.




A Hvar abbiamo fatto un giro e siamo passati dalla posta, che Bfulvio ha spedito le sue cartoline (le mie non le avevo dietro per paura di rovinarle). Come sempre, secondo il
volere del faraone, arrivati a casa dormita fino alle 22. Questa volta han dormito più o meno tutti tranne me, che mi son guardato la Croazia che batteva l'Italia nell'amichevole di calcio per due a zero.
A cena quella sera siamo andati a Hvar, da "Mamma Leona", una pizzeria. Io ho mangiato come un dannato, dopo di che mi son sentito male. Mi sentivo molto accaldato, tutto dolorante e con un forte peso allo stomaco, ma il faraone mi ha ordinato di star bene, e se te lo dice il faraone tu
DEVI STAR BENE (anche se stai male). Ovviamente, a differenza dei
cagaroni altrui, io sono rimasto in giro con gli altri. Solito pub, bevuta analcolica e poi casina.
La sveglia il 17 mattina è stata molto presto per il Tango (circa alle 8) e abbastanza tardi per me (circa alle 9.30). Oggi il Tango doveva vedere la sua amica Croata.
21 agosto 2006 - 12.25
Noi abbiamo fancazzato a casa fin verso le 13 (Stu ha anche combattuto la prima battaglia in terrasanta!!! :D), poi noi tre ci siamo liberati del faraone che è stato a casa ad aspettare l'arrivo della sua amica. Noi invece siamo andati a Jelsa, un paesino antico sul mare. Qui abbiamo inizialmente spedito le cartoline di tutti, poi ci siamo concessi un giretto per la città. Abbiamo pure trovato un segna vento col "
tonno che mangia un pesce più piccolo", a cui abbiamo fatto una foto.
















Poi abbiamo fatto un giro del porticiolo, guardato una mappa, e infine ci siamo avventurati per la costa alla ricerca di un posto. Quelli migliori erano dopo una penisola che poteva essere passata in 3 minuti (e non sto esagerando) passando per la strada, e che noi abbiamo seguito sulla costa mettendoci 40 minuti e camminando in zone "praticabili" (termine di moda dello Stu che giudicava così sentieri che poi erano da avventurieri).







Infine, dopo qualche viaggio avanti e indietro, rigorosamente a piedi (inizialmente deridevamo chi aveva nolleggiato una bicicletta all'inizio del viaggio, poi ci siamo pentiti), ci siamo fermati su una spiaggia. Qui niente sole, ma abbiamo fatto il bagnetto, ci siamo presi il gelato e abbiamo fotografato la tettona di turno che era al bar.



















Da notare che durante tutta la giornata ha guidato Sturlese, dimostrando, tramite
filmati, che la macchina nolleggiata NON si spegneva con niente come diceva il faraone e soprattutto portandola in maniera adeguata. Questo perchè, anche se io non me ne sono accorto molto, sono
giunte parecchie lamentele circa il modo di guidare del nostro faraone. Comunque sia, questa
GRAVE MANCANZA DI RISPETTO ha fatto infuiare il Tango, che, parlando seriamente e sentenziando come un vero Dio in terra, ha promesso di "
ricordarsene una volta rientrati in Italia".



Al ritorno volevamo andare a Milna, così abbiamo contattato il Tango per sapere "a che punto ra" e se voleva venire con noi. Lui stava tornando a casa. A casa era un pò mogio: noi ci siamo lavati e la sera siamo andati a Vrboska, una cittadina abbastanza caratteristica e ricca di autoctoni.
Lì, dopo il solito giretto turistico, ci siamo buttati in un ristorantino (anche lì siamo stati accalappiati un pò dal proprietario, ma è andata bene). Lo Stu è rimasto appagato dalla possibilità di mangiare vere specialità croate. Lui e il Tango hanno ordinato due piatti tipici: quello dello Stu era un misto di carne, riso e salse, quello del Tango qualcosa di molto simile ad una salsiccia.
Nonostante le previsioni del proprietario, che diceva che agli italiani il piatto dello Stu non piaceva mai, lo Stu ha gradito moltissimo. Per lui è stata la giornata migliore: ha vinto in terrasanta, ha guidato, ha visto i fondali che gli son piaciuti di più e ha degustato piatti tipicamente croati.
Il Tango invece si è fatto deridere da delle autoctone che lo han sgamato (salutandolo) mentre lui le fotografava.






































Finito il giro e finita la cena siamo tornati a Hvar per il solito giretto.
Il 18, gasati dalla giornata precedente, abbiamo abbandonato l'idea di andare su un'altra isola (modificando i piani del faraone... iniziava a sentirsi odore di rivolta). Abbiamo invece progettato di girare le cittadine rimaste vicine a noi.
Prima siamo andati al mare a Zavala, dove, come sempre, abbiamo dovuto camminare prima di trovare posto.


































Dopo essere stati al mare, aver fatto le ultime foto subacquee, aver visto un pò di meduse (Fusco ne ha sterminata una famigliola), aver rischiato di essere punti da migliaia di api etc etc siamo tornati in macchina verso l'interno e abbiamo visto: la galleria da una macchina per volta (vedi
filmati), Vrbanj, Svirce, Vrisnik, Pitve e Dol.
Alcune ci siamo solo passati in mezzo con la macchina, in altre ci siamo fermati a vedere anche i dettagli.






Per finire Hvar per i souvenir e poi casa, doccia, preparazione. Visto che eravamo stati molto soddisfatti dal ristorante Marinero, abbiamo deciso, avendo anche pochi soldi, di tornare a mangiare lì. Solo che quella sera era stragonfio di gente, così ci abbiamo messo ore (2 per la precisione) a sederci e mangiare.
Dopo mangiato abbiamo fatto un giretto poi casa verso le due. La mattina dopo la sveglia era alle 6.40 perchè il nostro faraone, sostenuto dal tipo della biglietteria della Jadrolinija, era convinto che, essendo in periodo di rientro, bisognasse andare là ORE prima per rovare posto. Così abbiamo fatto una corsa (con tanto di fermata a Hvar per filmare l'ormai famosa panettiera) fino a Stari Grad per prendere il traghetto delle 12. Siamo arrivati alle 8 e NON C'ERA NESSUNO. Abbiamo fatto i biglietti, colazione, giretto e... insomma, abbiamo constatato che se arrivavamo alle 11 invece che alle 8 non sarebbe cambiato nulla.
Il viaggio di ritorno è stato lungo: alle 13.30-14 siamo sbarcati a Split (Spalato), dopo che, durante lo sbarco, abbiamo litigato con un bolognese che non voleva che si appoggiasse un dito sulla propria macchina (una Peugeot 206) che noi abbiamo preso per il culo per ore, scatenando la sua ira.





















Il viaggio di ritorno è stato travagliato: a parte le piaghe del faraone, con tanto di maledizione (la famosa frase "
QUESTA E' STATA UNA GRAVE MANCANZA DI RISPETTO" con seguito "
Se ridi per queste cose non so proprio cosa dirti" e finale "
stai tranquillo che questa cosa la ricorderò quando saremo in Italia" detta seriamente e riferita al fatto che lo Stu abbia usato la macchina), ci son state code in Croazia (6-7 Km in un restringimento) e alla barriera di Venezia.
Il viaggio è durato fino alle 5 del mattino, con il faraone che ha guidato per 3 ore e mezzo e tutto il resto lo ha fatto Flavio. Io quella sera sono andato a dormire alle 6... ma questa è un'altra storia.
Le foto subacquee
Ho portato una macchinetta usa e getta subacquea. Questo è il risultato delle foto fatte... tenete presente la difficoltà di fare una foto con una maschera addosso e mentre ti stai muovendo sott'acqua.
























I commenti dei visitatori
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