Scampagnata: Cinque Terre
Prologo
La seconda scampagnata è stata priva di elementi (umani) stronzi che non si meritavano la nostra amicizia: per essere chiari eravamo solo io e le mie amiche. La giornata tuttavia è iniziata male col treno che aveva un'ora di ritardo. Ho dovuto aspettare a Sarzana tutto solo soletto per un'ora che arrivasse il treno... :( Penso che sia stata la cosa più brutta della giornata.
Capitolo 1: La partenza
Appena saliti ho beccato
Eva e la
Sara belle cariche e
pronte per una giornata memorabile. La Sara ci ha pure portato in dono
un cd con le migliori canzoni (scelte da lei) di Claudio Baglioni. Io
le son stato particolarmente riconoscente e anche Eva, che un pò per ringraziamento e un pò per punizione per aver rotto la custodia mentre apriva il regalo, si è tenuta
il nastrino del fiocco legato al polso per tutta la giornata.
Ovviamente l'obiettivo era di farsi tutte le 5 terre a piedi, ma eravamo molto poco convinti di riuscire a farcela, soprattutto io che avevo avuto un problema al ginocchio qualche giorno prima della scampagnata, e ancora allora camminavo a fatica e zoppicando.
Capitolo 2: Monterosso e il sentiero
Comunque siamo partiti da
Monterosso, e già qui è nata l'idea di prendersi un costume (non ce lo eravamo portati) visto come era il
mare. Dopo qualche
foto di cui una classica a
testimonianza di dove eravamo, abbiamo preso una direzione convinti di trovare
il sentiero e ovviamente abbiamo sbagliato strada (50% delle possibilità: scatta la legge di Murphy).
Dopo la foto
mia e di Eva, accortici di aver sbagliato, siamo tornati indietro e siamo andati dall'altro lato. Prima però di imboccare il sentiero mi son concesso un'ultima foto
al mare e alla Sara, foto indiscutibilmente caratteristica che però (come molte altre) è stata fraintesa dalle mie amiche (che credevano che mirassi sempre a fotografare il culo della Sara...)
Alla fine abbiamo
imboccato il sentiero. Il caldo era incredibile, ma noi eravamo motivati:il panorama era
bello e ispirava
foto artistiche, soprattutto poi con due soggetti come
loro. Dopo un pò di marcia io ero già
in una condizione pietosa. La prima tappa è stata il
casottino per i biglietti. Dopo aver pagato abbiamo continuato la nostra sfacchinata (e le nostre
foto artistiche) fino a raggiungere l'"inespugnabile"
scalinata. Vi assicuro che è stata uno dei punti
peggiori, anche se non l'unico. Per me però, che avevo un ginocchio malandato, forse la parte peggiore doveva ancora venire (perchè a salire i gradini non avevo problemi, mentre a scenderli erano dolori visto che dovevo appoggiarmi al ginocchio malandato).
Man mano che proseguivamo si leggeva sempre di più
la stanchezza nei nostri volti, ma non mancavamo di fare foto
memorabili (io a questo punto mi ero messo a petto nudo perchè grondavo sudore... ovviamente le ragazze erano visibilmente eccitate da questa cosa... :pppp SCHEEERZO! non lo erano, anche se è un mistero come potessero trattenersi... sta di fatto che ho evitato di mettere miei foto che potrebbero sconvolgere le giovani visitatrici del mio sito :D).
La camminata è stata lunga, e ogni momento era buono per sedersi. Io ne approfittavo per fare foto
magnifiche alle mie due amicone, che comunque pian piano si stavano
incupendo dalla stanchezza.
Alla fine siamo arrivati a vedere Vernazza, ed eravamo
tre stracci. Per loro due la faticata era finita, perchè lì era tutta discesa... invece lì è iniziato il mio inferno (maledetto ginocchio). Sono arrivato in città che mi tremavano le gambe.
Capitolo 3: Vernazza
Barcollanti per la fatica ci siamo messi a cercare un posto dove riposarci e mangiare. Io veramente avevo una sete boia (maledetta perdita di liquidi sotto forma di sudore), ma di fame nemmeno l'ombra, cmq abbiamo girato un pò e siamo finiti in un simpatico locale con posti all'aperto. Una volta seduti e ricaricate 5 minuti le batterie,
l'allegria è tornata tra noi, e con questa la
voglia di fare gli scemi. Riposatici un pò, e dopo aver mangiato qualcosina (ma veramente poco, anche se io avevo quasi la nausea), abbiamo fatto un giro per la cittadina (paesello). Sara e Eva erano ancora affamate e si sono prese un
pezzo di pizza, mentre poco dopo io mi son preso
una boccia d'acqua, una granita e un gelato in una gelateria lì intorno. Poi abbiamo continuato il giretto, e Eva non ha resistito a fratellizzare
con un suo simile.
La cittadina non offriva niente di che, anche se lo spunto per una foto
artistica lo si trova sempre (notate il nastro!). Alla fine
foto di gruppo e via, verso mille avventure. Visto però che iavevo un ginocchio quasi a pezzi, abbiamo preferito continuare facendo i tratti in treno e girando solo i posti. Così
tutti felici e
affettuosi, ci siamo diretti verso la stazione. Nell'attesa non son mancate le foto
alla Sara e a
me e Eva (davanti al tunnel della ferrovia). Ma il posto più strano per le foto è stato davanti al cesso della ferrovia: le foto son state fatte sia
a me che alla
Sara (che qui sembrava sconvolta) per finire con una bella
foto di gruppo.
Alla fine è arrivato il treno e, stipati come in un vagone di profughi, siamo partiti verso Corniglia.
Capitolo 4: Corniglia
A corniglia ci siamo fatti una lunga salita fino al paesello sperduto. Qui Eva ha trovato un altro suo simile con cui
fraternizzare. Abbiamo poi trovato un angolino
pittoresco, e, anche se
esausti, ci siamo fatti altre
due foto (e io non mancavo di
dimostrare quanto apprezzassi la compagnia). Poi siamo tornati verso la stazione facendo prima una sosta ad "
abbeverare" Eva (mentre
qualcunA documentava la cosa). Prima di arrivare in stazione ho scattato personalmente un'altra
foto stupenda, e poi giù fino alla stazione. Qui l'attesa è stata particolarmente lunga e
tutti assieme abbiamo fatto qualche
foto che, sebbene in
allegria, documentava abbastanza bene anche la nostra
stanchezza. Eva poi si è accorta che quello dietro di noi era un
negozio di souvenirs e si è impuntata per un'ora a guardarlo (:p non proprio un'ora). Dopo il gelatino pomeridiano e un pò di attesa, alla fine abbiamo preso il treno per andare a Manarola. L'ultima camminata prevista infatti era la TRANQUILLISSIMA "via dell'amore" (che speravo fosse intesa come "via del sesso" nel senso che c'erano orgioni in ogni angolo... ma mi son sbagliato... :ppppp).
Capitolo 5: Via dell'amore
Certo che fare la "via dell'amore" con
due ragazze è di buon auspicio. Comunque questa via è tutta bella pari, senza scalini (a parte qualcosina all'inizio) e senza difficoltà, e si fa con piacere.
Noi tre siamo partiti stanchi ma tranquilli in questo ultimo tratto del nostro percorso. Anche se
ormai stanchissimi non avevamo perso
il morale e soprattutto
la voglia di far foto, trascurando spesso
il paesaggio che ci circondava. Dopo essere passati davanti ai "
due che slinguano", simbolo della via dell'amore, e dopo esserci fatti
qualche foto (quasi tutte venute male), abbiamo trovato una
panchina inviata da Dio, e con la scusa delle foto
di gruppo, io
non mi son più mosso, arrivando addirittura a fare la foto da
superfigo. Poi
abbiamo continuato lungo la via, questa volta attratti
dal mare ci siamo concessi qualche foto
fantastica. Eva a un certo punto è impazzita per una
grotta perchè, da brava fanatica di Diabolik, era convinta che fosse un suo covo. Alla fine abbiamo continuato sia con la strada che con le
foto di gruppo fino ad arrivare alla fine della via, dove ho fatto una delle foto più
suggestive degli ultimi tempi. Arrivati a Riomaggiore abbiamo trovato un altro
sentierino da percorrere. Eva ha dato prova di abilità scalando
una roccia (il vento mi ha permesso di farle una
foto incredibile). Poi abbiamo fatto una foto evocativa (
cosa vi ricorda? :ppp) e siamo tornati alla stazione di Riomaggiore.
Capitolo 6: tutte le cose belle prima o poi finiscono
La
stazione di Riomaggiore è stata il posto finale della nostra permanenza alle 5 terre. Qui abbiamo fatto parecchie foto. Manco a dirlo
ero sconvolto dalla
stanchezza, come del resto lo erano anche
Eva e
Sara, ma io all'inizio proprio
non ce la facevo più. Cmq, dopo
un pò, ho riacquistato un minimo le forze e mi son riconcesso di
scherzare e fare
due fusa a Eva. Per finire una bella foto
con la Sara, una solo a
lei (ma notate me nello sfondo) e infine quella completamente dedicata alla
Sara (capolavoro). Ne abbiamo fatte tante altre, ovviamente, ma queste sono quelle che meritavano.
Alla fine è arrivato il treno, e ci siamo imbarcati per il viaggio di ritorno.
Finale
Il viaggio di ritorno è stato meno allegro a causa della stanchezza, ma eravamo tutti felici della giornata trascorsa. Qualche
foto a
me e Eva e alla
Sara (strana prospettiva questa), ed eccoci arrivati a La Spezia. A parte la
foto a caso fatta dalla Sara a Eva, ci siamo messi su una panchina (io usavo eva come
cuscino) e io son regredito allo
stato infantile (no, non lo son sempre stato...). Foto a
Eva, che si è messa in posa bacio senza che io me ne sia accorto aspettando proprio l'istante della foto, e poi tanta attesa. Alla fine il treno ci ha riportato a casa.